Arte al Centro 2019 porta la sostenibilità a Biella, quando un evento può cambiare il mondo
Domenica 13 ottobre, negli spazi della Fondazione Pistoletto, si è tenuta la 22esima edizione della rassegna che pone l'arte al centro di una trasformazione sociale responsabile. Scopriamo quanto andato in scena ieri, tra mostre, performance sonore e artistiche, trattamenti delle Terme Culturali, presentazioni di progetti, dibattiti e molto altro ancora.

Prendiamo una domenica d’ottobre. Entriamo in una fondazione biellese, simbolo di rinascita urbanistica e culturale. Troviamo una cittadella senza mura, aperta, che ha colorato d’arte una giornata e ha riunito responsabili e referenti di realtà e istituzioni locali e internazionali. La città laniera, è stata, per un giorno, al centro del mondo. Gli attori di questa iniziativa non sono stati partecipanti passivi o semplici ‘ascoltatori’, ma parte attiva e integrante di un mosaico che ha avuto l’arte sociale come collante dei propri pezzi. Anche il contributo di questi protagonisti, riuniti alla Fondazione Pistoletto il 13 ottobre, ha reso la XXII edizione di Arte al Centroun passaggio significativo nell’evoluzione di Cittadellarte”, citando la nostra intervista a Michelangelo Pistoletto. Ripercorriamo quindi le tappe della giornata che ha visto, ancora una volta, l’arte al centro di una trasformazione sociale responsabile. Dopo le visite guidate alla mostra Padre e Figlio, hanno preso il via le attività: Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, ha inaugurato le Terme Culturali – in quella che probabilmente è la prima stanza al mondo di questa particolare tipologia di terme – presentando Watermemories, un’opera sonora di Max Casacci e Hatisuara, e introducendo i tratti distintivi dei trattamenti. Naldini ha poi dato parola al chitarrista dei Subsonica: “Quello che andiamo a vivere – ha spiegato Casacci – è un’immersione nel mondo sonoro dell’elemento dell’acqua. Michelangelo mi aveva chiesto, sapendo che mi cimento coi rumori che diventano musica da un po’ di anni, se sarebbe stato possibile con i suoni e i rumori dell’acqua di Biella creare un brano musicale che avesse anche un crescendo emotivo importante”. Dopo l’opera sonora, i trattamenti sono continuati con Habitus-Abito-Abitare, stanza dove sono protagonisti gli abiti modulari e sostenibili realizzati dalla fashion designer Flavia La Rocca con l’Ufficio Moda di Cittadellarte.

Mentre nel quartiere ‘Fabbrica e Terme’ si svolgeva il primo turno dei trattamenti – ripetuti più volte durante la giornata – nel quartiere ‘n.o.v.a.civitas’ si è tenuto il convegno I temi chiave per lavorare sullo sviluppo di un territorio partendo dalla cultura e dall’arte. Per questo dibattito in Sala Cervo si sono riuniti numerosi relatori, tutti in rappresentazione delle organizzazioni di differenti settori e contesti. Sono andati in scena confronti costruttivi, dove i presenti hanno approfondito il loro ambito di competenza – partendo da un’immagine proietta in un maxi-schermo – e analizzato il presente per porre le basi per un futuro migliore. Un obiettivo non generalista o retorico, ma improntato a una sostenibilità che tocchi ogni angolo e aspetto del tessuto sociale. Molti degli interventi, infatti, erano tesi a tracciare un quadro del futuro del territorio focalizzandosi su micro e macro questioni – ispirandosi ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite – in un processo che ha la cultura tra le frecce da scoccare per centrare il bersaglio della sostenibilità.

  

Tra i numerosi interventi, è da segnalare quello dell’ospite ‘speciale’ della tavola rotonda allargata – definibile tale per qualità e quantità degli interventi – Pier Luigi Sacco, consulente speciale del Commissario per Educazione e Cultura della Commissione Europea e futuro docente dell’Accademia UNIDEE, che ha illustrato come la progettualità si inserisca in ambito europeo – definendo il tipo di approccio dell’UE alla sostenibilità – e si è soffermato sulla Nuova Agenda Europea per la Cultura spiegandone le peculiarità. Il ciclo di interventi si è chiuso simbolicamente con le parole di Michelangelo Pistoletto: “Io – ha argomentato il maestro – sono qui a raccogliere, tutti ci siamo uniti in questo circolo. Vedo questa giornata come una bella pedalata: la bicicletta, infatti, si può considerare come simbolo del Terzo Paradiso, in cui troviamo le due ruote ai lati opposti, mentre nel cerchio centrale c’è una ruota che deve essere azionata armoniosamente dalle altre due. Tutto per cercare un equilibrio – nei rapporti e non – tra le differenze”.

Alle 18.30, dopo il convegno, si è tenuta l’opening ufficiale di Arte al Centro (cliccare qui per visionare la diretta Facebook integrale) con l’intervento di Paolo Naldini: “L’opera di riqualificazione e rigenerazione di questi spazi abbandonati – ha esordito il direttore in riferimento al nuovo spazio di archeologia industriale restaurato per l’occasione – è stata impegnativa, sotto tanti punti di vista, in particolare da quello economico e finanziario, ma abbiamo avuto l’importante vicinanza delle istituzioni. Così come è stato di grande rilievo quando un comitato di cittadini biellesi si è unito per aiutare la ristrutturazione del piano dove è installato il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Mostre, dibattiti, performance e pubblicazioni di questa edizione di Arte al Centro fanno il punto sullo stato di avanzamento di un progetto che Pistoletto annunciava nel 1994 con il Manifesto Progetto Arte, in cui esprimeva con queste parole l’intenzione che sorregge Cittadellarte: ‘È tempo che l’artista prenda su di sé la responsabilità di porre in comunicazione ogni altra attività umana, dall’economia alla politica, dalla scienza alla religione, dall’educazione al comportamento, in breve tutte le istanze del tessuto sociale’.

Inaugura ufficialmente Arte al Centro 2019!

Pubblicato da Cittadellarte-Fondazione Pistoletto su Domenica 13 ottobre 2019

Ecco – ha argomentato Naldini – questa rassegna, è come un report o un bolletino, così come la pubblicazione ‘Journal Progetto Arte’ e il magazine che è in distribuzione oggi. A che punto siamo dunque? Abbiamo dato un simbolo a questo progetto epocale, il Terzo Paradiso; abbiamo ideato e sperimentato un metodo, l’Opera della demopraxia, in corso di sviluppo nei cantieri da Cuba a Roma, da Melbourne a Bali fino Budapest, e in procinto di nascere a Biella; da sottolineare anche la scuola dell’Università delle Idee, nata nel ’98, che quest’anno si costituisce come Accademia UNIDEE, il cui riconoscimento ministeriale è in corso di definizione. Quest’ultima è una scuola dove studiare le tecniche di pace, in questa ‘terza guerra mondiale’ che abbiamo scatenato noi stessi contro noi stessi. La pace passa per tutte le strade della sostenibilità e questa è una scuola dell’equilibrio e dell’armonia tra natura e artificio, tra io e te, tra umano e non umano. Il bollettino di Arte al Centro, quindi, racconta di moda sostenibile, di Terme Culturali, di mappature per un’opera demopratica, di filiere agroalimentari sostenibili e solidali e molto altro ancora”.

All’intervento del direttore di Cittadellarte hanno fatto seguito quelli di Elena Chiorino (assessore all’Istruzione, Lavoro, Formazione professionale, Diritto allo Studio universitario della Regione Piemonte) e Barbara Greggio (assessore Commercio e Sviluppo Economico, Attività Produttive, Turismo, Montagna, Progetto ‘Biella Città della Moda’), anche relatrice del convegno del pomeriggio. Naldini ha poi ripreso la parola per premiare, con Armona Pistoletto (presidente dell’associazione Let Eat Bi) e Pier Luigi Sacco, Andrea Paoletti di Casa Netural con il Minimum Prize (nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo dedicato). La serata è continuata con una performance della fashion designer Silvia Giovanardi, con il live set Materia che diventa musica di Max Casacci e con una live performance e un DJ set nello spazio Hydro.

Anche alcune opere filmiche sono state protagoniste della rassegna: Il Patto della Montagna, opera di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini, con tanto di dibattito post film con gli autori e la produttrice Elda Ferri; il film The Human Tools di Nico Angiuli; l’installazione video a cura di Su Tomesen intitolata Street Vendors: Medellìn, Tirana, Johannesburg, Yogykarta; Fuori Fuoco, film diretto da sei detenuti della casa circondariale di Terni, prodotto da Sandro Frezza e Ferdinando Vicentini Orgnani con RAI Cinema.

Hanno riscosso molto successo anche le altre proposte della giornata: Vasi comunicanti, un’installazione video che vede la regia di Nico Angiuli e i testi di Paolo Naldini e Chiara Belliti, realizzato con la collaborazione di Teatrando e Patatrac Teatro; l’Arte della demopraxia al Museo del Presente; CirculART, progetto artistico da un’idea di Officina+39 – Fashion and Sustainable Chemicals realizzato e prodotto da Cittadellarte (foto di gruppo dei protagonisti sotto); Le Siepi, progetto artistico di Joel Auxenfans; l’esposizione La stoffa sta dentro delle ambasciatrici Rebirth/Terzo Paradiso Daniela Di Gennaro, Iole D’Agostino e Giovanna Costanzo; l’installazione audio-visiva SAARV di Aaron Inker Nicholas, Annalisa Zegna e Kreggo.

La rassegna, ancora una volta, non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza per porre l’arte al centro di una trasformazione sociale responsabile.
Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di video-interviste ai protagonisti della giornata, continuate a seguirci!