“Children of Unquiet”, l’opening della mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Oggi - giovedì 14 febbraio - a Torino inaugura la mostra dell’artista Mikhail Karikis. L'appuntamento, che vede la curatela di Valerio del Baglivo, rientra nel contesto di un programma artistico itinerante intitolato "The Institute of Things to Come". Scopriamo tutti i dettagli.

Questa sera alle 19, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’artista Mikhail Karikis presenta – per la prima volta in un’istituzione italiana – ‘Children of Unquiet’, un progetto di ricerca che ‘ripensa’ il destino di Larderello (Pisa), sede della prima centrale geotermica nel mondo. Nella sua pratica, Karikis utilizza l’elemento vocale come materiale scultoreo e agente socio-politico, spesso innescando processi di collaborazione con comunità locali al fine di favorire l’impegno in cause sociali. Nei suoi lavori più recenti figurano tematiche come quelle dello sfruttamento sul posto di lavoro, il paesaggio industriale e gli effetti della globalizzazione sulle comunità locali. In quest’ottica, l’artista conduce i propri interlocutori in una serie di attività volte a re-immaginare il destino dei territori segnati dal declino industriale.
L’evento nella Fondazione torinese segna la seconda tappa di ‘The Institute of Things to Come’*, un programma artistico itinerante fondato nel 2017 dall’artista Ludovica Carbotta e dal curatore Valerio del Baglivo. Proprio quest’ultimo si è occupato della curatela dell’opera ‘Children of Unquiet’ di Karikis, che sarà protagonista anche di una performance ed un workshop.

Il dietro le quinte
In ‘Children of Unquiet’*, l’artista Mikhail Karikis ha collaborato con i giovani per orchestrare l’occupazione da parte di un gruppo di bambini di un villaggio operaio abbandonato in Toscana. Il video è girato nell’area della Valle del Diavolo, nota per aver ispirato le descrizioni dell’Inferno di Dante, ma anche per essere stato il luogo in cui è stata inventata la produzione di energia sostenibile nei primi anni del 1900 e dove è stata costruita la prima centrale geotermica del mondo. “Fino agli anni ‘80 – si legge nel comunicato stampa – circa cinquemila operai e le loro famiglie vivevano in un gruppo di villaggi industriali modernisti costruiti attorno alla centrale elettrica e progettati dal noto architetto Giovanni Michelucci. In seguito all’introduzione di tecnologie che hanno sostituito il lavoro umano nella centrale elettrica, tuttavia, la disoccupazione nell’area è aumentata e le prospettive per i giovani sono diventate limitate con conseguente rapido spopolamento e completa abbandono di interi villaggi”.

I protagonisti del video
Children of Unquiet vede la partecipazione di quarantacinque bambini che vivono in Toscana, vicino al villaggio industriale abbandonato dai loro genitori dopo l’automazione quasi completa della centrale geo-termica in cui lavoravano. Nel filmato, i giovani tra i cinque e i dodici anni si impadroniscono dei siti spopolati trasformando la terra desolata – allo stesso tempo – in un anfiteatro, un parco giochi e una scuola auto-organizzata.

I protagonisti cantano e si armonizzano con i potenti rumori sotterranei e industriali che risuonano in tutta l’area; si radunano tra le rovine per leggere testi politici di Antonio Negri e Michael Hardt e giocano tra le case abbandonate. “A sua volta giocoso e meditativo, spettacolare e intimo – scrivono gli organizzatori nella nota stampa della mostra – ‘Children of Unquiet’ immagina la possibilità di ripensare al destino dei territori che sono segnati dalle trasformazioni capitaliste. Riflette sui retaggi post industriali e accenna ai possibili e desiderati futuri ecologici evocati dall’immaginazione poetica e attivista della generazione che è più colpita dagli attuali cambiamenti socio-economici”.

La performance
In occasione dell’opening della mostra, accompagnato da Ilaria Gadenz (co-fondatrice di Radio Papesse), l’artista presenterà anche la performance ‘102 Years Out of Synch’, in cui vengono ripercorsi i passi di Dante nella Valle del Diavolo nel tentativo di ascoltare ciò che il poeta avrebbe potuto udire (combinando, ad esempio, filmati recenti e frammenti del film muto ‘L’Inferno del 1911’ o registrazioni sonore ambientali).

Il workshop

Nei giorni successivi all’inaugurazione ed in collaborazione con la curatrice Sofia Victorino (Daskalopoulos Director of Education and Public Programmes alla Whitechapel Gallery di Londra), Karikis condurrà, inoltre, il workshop ‘Political Love’. “Ispirato dai testi e dalle pratiche di diversi attivisti politici – spiegano nella documento stampa – il workshop intende riflettere sulle strategie per acquisire più consapevolezza delle politiche degli incontri con gli altri e più sensibilità verso le gerarchie implicite nel nostro relazionarci all’architettura e alle tecnologie di registrazione, sottolineando come la rappresentazione riesca a ricostruire possibilità agentive e di empowerment”.

 


*1 – The Institute è un programma artistico itinerante che indaga forme di immaginazione speculativa come strategie culturali e metodologie artistiche per lo sviluppo di posizioni critiche. Il tema del 2018/19 è ‘Terra incognita’ (locuzione latina utilizzata nella cartografia antica per indicare terre inesplorate) ed è ispirato al libro del sociologo Albert Meister, Sotto il Beaubourg (1976).
*2 – Children of Unquiet è stato prodotto da Radio Papesse e commissionato da Art Sheffield 2013, la Biennale di Sydney 2014, Radio Papesse e Villa Romana.
Didascalia immagine di copertina: Mikhail Karikis, Children of Unquiet, 2014, single channel video, 15’30’’, video still. Courtesy the Artist.