Leggere la vita di un uomo nel ritratto di un volto
Il fotografo biellese Damiano Andreotti, uno dei co-worker di Cittadellarte, ha presentato - come Ambassador Nikon - il suo progetto di ritratti titolato “Il volto, riflesso dell’anima” e ha condotto un workshop a tema al Professional Shooting Day 2017 di Milano.

“Quando fotografo personaggi dello spettacolo, questi tendono a venderti la loro figura ‘mediatica’ costruita, ma nei miei scatti faccio in modo che traspaia l’uomo dietro la sua immagine e io, come fotografo, mi ‘limito’ a trascrivere la realtà del soggetto senza alterare la sua persona. La mia firma, così, non emerge sotto un aspetto interpretativo, ma estetico”. Così Damiano Andreotti, uno dei coworker di Cittadellarte, in merito al suo progetto di ritratti “Il volto, riflesso dell’anima”. Il lavoro delle sue immagini è stato parte fondamentale dell’intervento che l’ha visto protagonista al Professional Shooting Day 2017 – evento rivolto ai professionisti della fotografia, organizzato dai più importanti brand del settore – che si è tenuto a Milano il 29 novembre scorso. In occasione dell’evento, ha presentato il suo progetto di ritratti e ha condotto un workshop a tema. Andreotti, per l’occasione, è stato protagonista nelle vesti di “Ambasciatore Nikon” per la ritrattistica (insieme ai fotografi Alfredo Sabbatini per il settore moda, Gigi Soldano, fotografo di Yamaha che segue Valentino Rossi, e Mirko Lazzari, altro addetto ai lavori che segue la Moto GP). Il compito degli ambassador, Andreotti incluso, non era spiegare la propria tecnica di fotografia, ma raccontare il loro modo di lavorare.


(Damiano Andreotti durante il Professional Shooting Day 2017)

“Lo scopo dell’appuntamento del 29 ottobre – ha spiegato Andreotti – era fare touch and try. I brand hanno portato, per l’occasione, estratti del proprio campionario che i partecipanti hanno la possibilità di provare facendo appositi test. Parte fondamentale dell’incontro, però, verteva sulla presentazione dei progetti degli ambassador. Nonostante io e i colleghi partecipassimo sotto le vesti di specifiche case madri, non erano richiesti report tecnici, ma l’obbiettivo era condividere la propria esperienza professionale. Non è mancata, comunque, anche la parte più tecnica, con seminari ad hoc. In generale, durante la giornata, il livello di analisi è stato molto alto, un confronto interessante tra esperti del settore dove si è discusso non di macchine fotografiche, ma di fotografia”.


(A sinistra: Alfredo Sabbatini. A destra: Gigi Soldano. Photo Credit: Damiano Andreotti)

Parte rilevante dell’intervento di Andreotti, come detto, verteva sulla presentazione del suo lavoro “Il volto, riflesso dell’anima”. Un progetto di ricerca sulla ritrattistica (60 foto) cominciato un anno fa che si contraddistingue per due caratteristiche: “Scatto – argomenta Andreotti – a casa del soggetto o in una location che gli è vicina geograficamente o emotivamente; cerco di far spostare il meno possibile chi deve essere fotografato, in modo da mettere la persona nella condizione non di essere ospitata ma di ospitare. Il risultato? Più dialogo col soggetto, che si sente più a suo agio e risulta più naturale negli scatti. La seconda caratteristica è la rapidità del set. Mi metto nella condizione di organizzare set ‘veloci’ per non dare mai al soggetto il tempo di abituarvisi. Nel momento in cui la persona si abitua al contesto comincia a costruire la propria immagine, studiando l’espressione e le pose, risultando così meno spontanea”.


(A sinistra: Michelangelo Pistoletto. A destra: Emanuele Cisi. Photo Credit: Damiano Andreotti)

La mission del suo progetto, infatti, è riuscire a comunicare la storia dei 60 soggetti del suo lavoro attraverso le foto dei loro volti. La faccia, quindi, come specchio della vita delle persone, utilizzando una particolare tecnica ritrattistica che sfuma verso il reportage. Gli scatti vedono protagonisti sconosciuti e personaggi famosi ed emerge, proprio con questi ultimi, una sfida maggiore a mettere in luce il loro vero “io”. Andreotti racconta un aneddoto a riguardo: “I personaggi famosi, quando vengono ritratti, mostrano il loro lato ‘televisivo’ costruito. Un esempio è stato quando fotografai il comico Beppe Braida. Lui, nei primi scatti, stava recitando la sua parte di cabarettista. Una volta che gli chiesi di mettere da parte il suo personaggio, emerse un altro uomo, più serio e spontaneo. In questo modo, viene fuori non il personaggio che sta sotto i riflettori, ma il vero Braida”.


(A sinistra: Beppe Braida. A destra Max Casacci. Photo Credit: Damiano Andreotti)

Non solo il Professional Shooting Day: il progetto di Andreotti avrà un nuovo palcoscenico dove mettersi in mostra. Il fotografo, infatti, parteciperà all’evento (programma completo ancora da definire) “SeeYouSound 2018″, in programma al Circolo dei Lettori di Torino dal 25 gennaio al 4 febbraio. In occasione della kermesse, infatti, Andreotti presenterà una parte del lavoro del progetto dedicato ai suoi ritratti di musicisti. Immagini avvolte da note pronte a raccontare, con un grande lavoro tecnico ed emotivo, la vita delle persone in uno sguardo o in una ruga.