Cambia il direttore responsabile del Journal, il saluto di Daniel Tarozzi
Daniel Tarozzi, nella sua lettera d'addio, racconta i quattro anni di lavoro per la Fondazione Pistoletto, mettendo in luce il percorso editoriale che ha portato alla nascita e allo sviluppo della nostra testata giornalistica. Tra riflessioni professionali e personali, Daniel traccia un bilancio dell'esperienza, ringraziando colleghi e amici che hanno, insieme a lui, caratterizzato e dato forma al magazine.

Si presuppone che quando il Direttore Responsabile di un giornale lascia il timone scriva un editoriale che tracci una sorta di bilancio, chiuda un percorso, ne annunci in qualche modo (pacifico o polemico) uno nuovo e ringrazi il suo team.
Mi sono interrogato a lungo sul cosa scrivere in questo pezzo di ‘addio’. Nel 2016 ho progettato con grande entusiasmo e passione questo giornale, ho costruito (con Paolo Naldini e alcuni miei consulenti e compagni di avventure) la sua identità e poi, con l’aiuto di Emanuela Sabidussi, ho scelto chi ha popolato di articoli ogni giorno questa testata virtuale: Luca Deias. Con Luca abbiamo lavorato fianco a fianco, anche se separati da centinaia di chilometri, per oltre tre anni. Abbiamo selezionato i temi che poi avremmo affrontato, ci siamo confrontati sui pezzi, abbiamo festeggiato i successi e sofferto insieme nei momenti difficili.

Oggi – professionalmente – ci separiamo, così come il mio percorso personale si separa da quello della Fondazione Pistoletto. E allora, mi chiedo, “cosa mi porto a casa”?
Beh, prima di tutto mi ‘porto a casa’, una moglie, una compagna, un’amica, una guida, una socia, un dono del cielo, un sorriso quotidiano. Sì, perché proprio grazie alla mia collaborazione con Fondazione Pistoletto ho incontrato Emanuela e oggi costruisco la mia vita e intreccio i miei percorsi con lei in molteplici modi.
Poi mi porto a casa un amico vero. Luca Deias, nuovo Direttore del Journal, è una persona talmente pura e priva di sovrastrutture da sembrare irreale. Un uomo del secolo scorso, della parte migliore del secolo scorso. Professionale, leale, passionale, preciso, umile, determinato. Un grande acquisto per Cittadellarte e – mi permetto di aggiungere con un pizzico di arroganza – il mio più grande dono per la Fondazione Pistoletto.
Mi porto a casa la visione di Michelangelo Pistoletto, il segno-simbolo del Terzo Paradiso, ma anche la sua irrefrenabile carica energetica, le sue urla entusiaste o rabbiose, il suo essere straordinariamente presente e assente allo stesso tempo, la sua capacità di sognare, agire, e scegliere di contribuire a cambiare il mondo. “L’arte, se non è al servizio del cambiamento, non è arte”, mi disse il Maestro biellese nel 2012 la prima volta che lo intervistai. E questa frase mi è rimasta impressa come scolpita nella pietra.
Mi porto a casa l’emozione di aver contribuito a divulgare il pensiero delle ambasciatrici e degli ambasciatori del Terzo Paradiso, da Cuba, a Milano, dall’Asia, all’Australia.
E molto altro ancora.
Continuerò a collaborare con Fondazione Pistoletto. Lo farò nelle vesti dell’altro ‘mio’ giornale, ItaliacheCambia.org, partner di Fondazione Pistoletto in molteplici iniziative, tra cui i percorsi formativi di Unidee.
Non posso nascondere un po’ di malinconia per una storia che finisce. Ma nei giorni del solstizio, del Natale, del Capodanno, non posso che ricordare che perché un nuovo anno inizi, quello precedente deve finire, che ogni nascita ed ogni morte sono in fondo trasformazione, cambiamento e quindi arte.
Continuerò a seguire il Journal come fedele lettore. A Luca Deias va tutta la mia stima, gratitudine e amicizia.
Buon cammino amico mio e buon cambiamento a tutte e tutti i lettori. Ci rincontreremo sulla strada che conduce verso un mondo migliore. Intanto, a tutti voi, va il mio grazie.

Daniel Tarozzi