Arte ed educazione per costruire la pace preventiva: alla (ri)scoperta dell’intervento di Michelangelo Pistoletto all’UNESCO
L’8 novembre 2023, a Parigi, l’artista ha partecipato all’“High-level Ministerial Dialogue on Education for Peace” dell’UNESCO, evento che ha unito una moltitudine di voci in una discussione sull’educazione di qualità, su come possa includere un forte messaggio di pace da veicolare nei Paesi di tutto il mondo. L’intervento di Michelangelo Pistoletto, in una conversazione con Stefania Giannini, Assistant Director-General for Education, ha toccato tematiche cardine della sua disciplina artistica, motori di un cambiamento sociale.

La missione dell’UNESCO è l’educazione alla pace, quindi sento di essere nel luogo giusto per comprendere come l’arte e gli artisti si possano impegnare in soluzioni di pace”: Michelangelo Pistoletto esplicita con queste parole il suo entusiasmo per aver ricoperto il ruolo di protagonista del dialogo introduttivo di una giornata colma di confronti sul tema dell’educazione come contrasto alla guerra. L’esordio dell’High-level Ministerial Dialogue on Education è stato infatti demandato all’artista che ha espresso le proprie riflessioni sul significato di pace nel mondo contemporaneo, illuminando soprattutto le vie perché essa possa trasformarsi in una realtà per le attuali e future generazioni di apprendenti.

L’assistente alla direzione generale per l’educazione UNESCO Stefania Giannini si è occupata di una prima breve presentazione dell’artista e del suo percorso creativo e concettuale, che ha spaziato dall’arte povera ai Quadri specchianti, fino al Terzo Paradiso. Proprio la nozione che definisce il simbolo trinamico è stata il cuore della conversazione, poiché ritenuta connessione diretta con l’argomento della sessione: il ruolo dell’educazione per stabilire la pace preventiva.

Giannini ha desiderato iniziare il dialogo con una riflessione introspettiva sul valore e il senso profondo del Terzo Paradiso. Pistoletto ha esordito con il racconto del suo percorso concettuale, illustrando come sia giunto alla formula trinamica (o formula della creazione), a partire dall’esperienza dell’autoritratto. “Negli anni Cinquanta ho cercato la mia identità attraverso l’arte. Sono giunto all’autoritratto, per la cui realizzazione è necessario uno specchio, di solito posto accanto alla tela. Io – ha affermato l’artista – ho fuso la tela e lo specchio creando il quadro specchiante”. Quest’ultimo, come illustra il maestro, permette di rappresentare tutto ciò che esiste, anche di fronte alla tela stessa: “Il tempo, lo spazio, la materia davanti all’opera si riflettono in essa. Lo specchio è una superficie ‘zero’, non ha immagine: proprio per questo – precisa – può accogliere in sé tutte le immagini possibili”. Dall’autoritratto si giunge al ritratto collettivo: “Ho cercato la mia identità e ho trovato il mondo intero che entra con me nello specchio. Chi osserva l’opera ne è partecipe, così come è partecipe dell’universo”.
Come specificato da Pistoletto, se nello specchio è riflesso l’infinito, è pur vero che l’umanità vive nel “finito”: da questo pensiero è nata la volontà dell’artista di dare una rappresentazione a quest’ultimo e per farlo è partito dal segno matematico dell’infinito. “Ho incrociato due volte la linea e al centro dei due incroci è sorto un terzo cerchio, nel quale il finito inizia a rivelarsi”: tutti gli elementi contrapposti si trovano nei cerchi esterni e, secondo questa teoria, devono sempre incontrarsi nel cerchio centrale, luogo in cui viene creato un elemento nuovo che prima non esisteva. “Questo elemento nuovo a sua volta andrà a incontrarsi con un opposto per creare un altro elemento nuovo e così via: è la formazione dell’universo”, ha asserito Pistoletto. L’artista ha realizzato dunque il simbolo del Terzo Paradiso, che parte da una ricerca dell’identità personale fino ad arrivare all’identità umana: “Mi conosco non per me stesso, ma per noi tutti”.
Il Terzo Paradiso si connette profondamente con la tematica di pace veicolata nell’incontro UNESCO: “Al centro del Terzo Paradiso possiamo, con i due elementi diversi e in contrasto, creare un equilibrio, l’armonia, quindi la pace. Siamo noi a decidere come utilizzare la formula della creazione”.

Alla domanda “Esiste un collegamento tra la formula della creazione, l’educazione alla pace e la missione stessa dell’’UNESCO?”, Pistoletto ha risposto avvalendosi del concetto di “pace preventiva” e della necessità di evitare di contrapporre la parola “pace” alla parola “guerra”, di non limitare la prima a essere una mera conclusione della seconda. “Vedo sempre – ha chiarito l’artista in merito – che la pace è messa in relazione alla guerra come sua fine. Come un film termina con la scritta ‘fine’, la guerra finisce con la parola ‘pace’. Non va bene: bisognerebbe invece intitolare ‘Pace’ il film della nostra vita sulla Terra”.
Si tratta di un’utopia? – ha domandato Giannini – Le istituzioni, la scuola, le università e i ministri, così come tutti noi, necessitano a livello quotidiano di un piano di azione, di soluzioni concrete. Può ispirare soluzioni concrete anche lei?” Pistoletto ha risposto con decisione, menzionando l’esempio di Cittadellarte, definita dallo stesso artista una “civiltà dell’arte”, luogo nel quale gli artisti portano il loro estro nei diversi ambiti della società per produrre un cambiamento responsabile attraverso il dialogo attivo e creativo tra i soggetti. “Abbiamo fondato una scuola – così il maestro –, inizialmente chiamata Università delle Idee – oggi diventata Accademia Unidee –; stiamo creando – ha continuato – un’ampia rete intorno alla nostra città con il progetto Biella Città Arcipelago”, che supera le barriere tra città e natura e unisce nell’arcipelago la campagna, le montagne, i paesi tanto piccoli quanto necessari per lo sviluppo territoriale. “Quando ho creato Cittadellarte mi è stato detto: ‘Questa è un’utopia’. Utopia, etimologicamente, significa ‘luogo che non esiste’, ma noi, al contrario, abbiamo un luogo che ospita numerosi progetti da sviluppare”.

Osservato il gioco di specchi tra la missione dell’UNESCO e la pratica di Pistoletto, tra cui una spiccata attenzione per l’interdisciplinarità in ambito culturale ed educativo, Giannini ha invitato infine il maestro a contribuire con un ultimo messaggio rivolto al pubblico presente: “Come stabilire un paradigma attraverso l’educazione, l’arte e gli altri settori per il raggiungimento di una pace effettiva, quella che noi chiamiamo ‘positiva’ e lei ‘preventiva’?
Penso che il vero potere per il raggiungimento della pace preventiva sia la scuola: è necessario – ha rimarcato Pistoletto – iniziare dai bambini. Il mondo è veloce, in quindici anni potremmo avere cambiato tutto”. L’artista ha affermato che all’obiettivo non si arriva da soli: “Io ho proposto un segno guida, ma servono delle linee guida e delle strutture pratiche per concretizzarlo. Bisogna – ha concluso – formare insegnanti, professori, maestri che possano essere davvero coscienti delle capacità di creare che loro stessi possono suscitare nelle giovani generazioni”.


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