A Cittadellarte la presentazione del libro “La canapa – un tesoro medicinale”
Il 18 novembre, alle ore 18:00, nelle Sale Auliche della Fondazione Pistoletto verrà presentato il volume alla presenza di Salvatore Masarà e di Luca Ferrero, due dei quattro autori. Per l'occasione i relatori metteranno in luce le peculiarità e i contenuti dello scritto, illustrando le potenzialità e i benefici per la salute umana che la canapa è in grado di offrire.

Un’opera rivolta a chiunque desideri approfondire il tema canapa e, in particolare, al mondo professionale dei medici che non hanno la possibilità di studiare nei testi universitari né la cannabis né il sistema endocannabinoide: il riferimento è a La canapa – un tesoro medicinale, libro scritto a quattro mani da Giuseppe Brancatelli, Luca Ferrero, Salvatore Marasà e Monica Premoli, con una prefazione di Dino Giarrusso. Il volume in questione verrà presentato nella Sale Auliche di Cittadellarte venerdì prossimo alle ore 18 – in un incontro proposto nel contesto dell’Accademia Verde di Let Eat Bi – da Ferrero (medico anestesista) e Marasà (dottore in scienze motorie e divulgatore scientifico). Quest’ultimo è intervenuto ai nostri microfoni per anticipare parte dei contenuti del libro e ha esordito mettendo in luce il dietro le quinte della sua realizzazione: “Noi autori, con professionalità e interessi differenti, ci siamo uniti per lavorare insieme a quest’opera affinché divenisse uno strumento di comunicazione su un tema per noi fondamentale”. Il pretesto che ha dato il via a tutto è stato il racconto dell’esperienza dello stesso Giuseppe Brancatelli, la cui storia, dopo essere stata posta sotto i riflettori di YouTube, è stata oggetto di inchieste del programma Le Iene. “Nel servizio – ha spiegato Marasà – Brancatelli ha raccontato come ha scoperto la cannabis per curare la madre e poi il padre, ma era costretto a procurarsela ‘in strada’. L’approfondimento di questa vicenda ha convinto noi autori a scrivere un libro ad hoc in cui avremmo spiegato che la canapa agroindustriale ha un grande valore terapeutico, a condizione che la si conosca e la si studi”.

Il divulgatore scientifico ha illustrato le peculiarità del sistema endocannabinoide, chiamato così perché per la sua funzionalità utilizza molecole che il nostro corpo produce e che sono identiche a quelle della canapa: “Gli scienziati – ha specificato – hanno chiamato questo sistema di trasmissione all’interno del nostro corpo ‘endocannabinoide’ perché utilizza le stesse molecole della canapa, che sono oltre 110. Molti medici non ne hanno mai sentito parlare perché è stato scoperto nel 1994; ha in pratica una vita recente dal punto di vista scientifico. Gli effetti della canapa, però, non sono sconosciuti: già nel 1860 medici usavano la canapa agroindustriale per curare i pazienti”. In quest’ottica, il libro mira a rompere il  velo di diffidenza nei confronti di un materiale, ad avviso degli autori, potrebbe aiutare milioni di persone nel mondo. Non è un processo semplice, perché a livello mediatico e sociale non mancano gli ostacoli: “C’è il preconcetto che la cannabis sia solo una droga dannosa: è anche una droga, al pari dell’effetto stupefacente, così come l’alcol, che è invece – ha sottolineato – più accettato socialmente. Quando un medico non sa come risolvere una patologia prescrive la cannabis terapeutica, ma non è l’approccio giusto! Le malattie evolvono secondo un principio di gradualità. prima ci sono i primi sintomi e poi si può sviluppare e, nei casi peggiori, si muore. Ma tra i due estremi ci sono step dove il medico può intervenire anche con farmaci naturali e, tra i fitocomplessi, la canapa è quella che in certe circostanze può rivelarsi la più adatta. Ad esempio, Il Sole 24 Ore ha di recente dato spazio a uno studio che sostiene come il 20% dei farmaci da banco che usiamo abitualmente contro i dolori possa essere sostituito dai prodotti di canapa”.


Salvatore Marasà.

A questo proposito, una delle criticità da affrontare è la mancata adeguata conoscenza dei medici sul tema: “Speriamo di essere uno stimolo per i medici – ha confidato Marasà – che, comunque, dovrebbero essere indirizzati maggiormente a studi dedicati. Dal canto nostro, nel libro abbiamo raccolto testimonianze per la comprensione di questo mondo ancora sconosciuto anche agli addetti al settore”. Marasà punta poi il dito contro le case farmaceutiche, alle quali “interessa poco questo argomento – ha affermato – e quindi nemmeno gli Stati hanno investito su studi ad hoc. Solo alcuni privati stanno riscoprendo il ventaglio di benefici della canapa, dall’antitumorale all’antinfiammatorio”. Alla domanda sulle prospettive di questa situazione, il divulgatore si è detto fiducioso: “Prevedo un cambiamento positivo, perché i dati sulla canapa sono incontrovertibili e sono milioni i soggetti che già la utilizzano per sentirsi bene. Non a caso, quando ci riferiamo alla canapa sativa, con il termine ‘sativa’ si intende ‘utile’ a 360gradi. La scienza non può più non tenerne conto: basta considerare i benefici dei pazienti con morbo di Parkinson, che spesso con poche gocce al giorno di estratto di canapa possono apprezzare evidenti miglioramenti. Se non ci sono prove scientifiche è perché non sono stati ancora effettuati studi ad hoc, ma siamo di fronte a milioni di ‘evidenze cliniche’ che vanno indagate”. Marasà conclude approfondendo l’aspetto sostenibile della canapa, da cui “si può ricavare, ad esempio, l’olio, i tessuti, le vele, le corde e, come accennato, ottimi preparati naturali per la cura di molte malattie; inoltre, è ad impatto ambientale pressoché nullo. La sostenibilità riguarda anche le cure dell’uomo, che deve tornare a utilizzare strumenti che non siano esclusivamente quelli chimici (a parte casi specifici): un approccio ti tipo olistico andrebbe sempre praticato soprattutto dai medici. Questo resta uno strumento che non deve essere in mano a non addetti ai lavori: il mio appello, in conclusione, va nuovamente a medici e veterinari che hanno la possibilità di curare al meglio i loro pazienti studiando nel dettaglio la canapa”.

Per ulteriori informazioni e per prendere parte alla presentazione del libro occorre scrivere una mail a leteatbi@cittadellarte.it.