Da Palazzo Reale con uno sguardo al mondo, inaugurata a Milano “La Pace Preventiva” di Michelangelo Pistoletto
Ieri - mercoledì 22 marzo - si è tenuto a Palazzo Reale il vernissage del nuovo progetto espositivo del maestro biellese, che sarà aperto da oggi - giovedì 23 marzo - fino a domenica 4 giugno 2023. La mostra "La Pace Preventiva" si articola attraverso l'esperienza immersiva dell'opera "Labirinto": il risultato è un tragitto disorientante tra le opere dell'artista che accompagna il visitatore a conoscere l'itinerario di consapevolezza che ha consentito e portato Pistoletto a concepire "l'arte al centro di una trasformazione in senso responsabile della società".

Michelangelo Pistoletto sta cambiando il mondo. E no, non si può più definire mera suggestione. Basta volgere lo sguardo a ieri, a questa settimana, all’ultimo mese, o, semplicemente, alla vita intera del maestro. Rimaniamo, però, nel più recente sentiero cronologico ripercorrendo la giornata di giovedì scorso, quando nel capoluogo lombardo, a Palazzo Reale, cuore espositivo del centro città – per molti secoli sede del governo di Milano, del Regno del Lombardo-Veneto e poi residenza reale fino al 1919 -, è stata presentata e inaugurata la nuova mostra dell’artista, La Pace Preventiva. Come si evince dal titolo, Pistoletto pone nuovamente la sua arte in una profonda relazione con la società globale, toccando con tinte creative e riflessive una tematica drammatica di attualità, ossia le guerre e i conflitti che imperversano nel nostro tempo. Il maestro, però, offre lo spunto per una visione differente, passando dalla dottrina Bush della ‘guerra preventiva’ – considerata tentativo di respingere o sconfiggere un’offensiva o un’invasione percepita come inevitabile, o per ottenere un vantaggio strategico in un’imminente guerra, prima che la minaccia si materializzi – alla ‘pace preventiva’. Da qui, il nome del suo nuovo progetto espositivo, che non si pone come una consueta mostra antologica, ma come scintilla per accendere consapevolezza riflessiva nei fruitori della mostra. Pistoletto, infatti, mette il visitatore dinnanzi a se stesso, avvalendosi dei suoi Quadri specchianti, ma anche del Terzo Paradiso o del Tavolo del Mediterraneo, per dar forma a questo processo introspettivo. L’intuizione del maestro non si ferma qui: il Labirinto, opera chiave della mostra, va oltre il ruolo di opera installativa divenendo traccia di un itinerario artistico esteso all’interno della Sala delle Cariatidi. L’opera è il risultato del progressivo srotolarsi dei cartoni ondulati disposti sull’intera superficie dell’area espositiva in cui si aprono gli spazi che accolgono alcuni tra i più emblematici lavori realizzati dal maestro. I visitatori della mostra devono quindi necessariamente compiere un percorso sinuoso e disorientante camminando all’interno del Labirinto; in questo laborioso marchingegno dell’arte ad ogni bivio si deve necessariamente scegliere il tragitto da effettuare per raggiungere le altre opere in esposizione, soffermarsi davanti a esse e riflettere sulla loro esistenza. Come avvenuto ieri sera, all’uscita dall’installazione ogni visitatore ha portato con sé il ricordo di un’esperienza ricca di contenuti immaginifici e di informazioni pratiche, ma anche la consapevolezza di avere completato un esercizio tangibile, efficace per riflettere sulle modalità per uscire dal labirinto della realtà quotidiana e instaurare La Pace Preventiva.

 

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La mostra, tra organizzazione e aperture
La nuova mostra prodotta dal maestro biellese sarà aperta da oggi – giovedì 23 marzo – a domenica 4 giugno 2023. Promossa dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto in collaborazione con Skira, il progetto espositivo è curato da Fortunato D’Amico ed è inserito nel contesto della Milano Art Week (11-16 aprile 2023), la manifestazione diffusa coordinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in collaborazione con miart, che mette in rete le principali istituzioni pubbliche e le fondazioni private della città che si occupano di arte moderna e contemporanea con una programmazione dedicata di mostre e attività. La mostra La Pace Preventiva si estende inoltre con tre installazioni nei musei scientifici del Comune di Milano – Museo di Storia NaturalePlanetario e Acquario Civico -, che ospiteranno una serie di incontri di approfondimento nei mesi di apertura della mostra stessa. La pace diventa così il filo rosso di un piano culturale svolto all’interno del labirinto sociale, che aiuta a evitare le incertezze davanti al bivio delle decisioni e imboccare la strada dell’armonia invece di quella che porta sulla via del contrasto e della conflittualità.


Un momento dell’inaugurazione. Foto di L.D.
 
La Venere degli stracci e La mela reintegrata. Foto di Daniela Pellegrini.

Da Picasso a Pistoletto
Settant’anni fa, nel 1953, proprio nella Sala delle Cariatidi ancora gravata dai segni del conflitto bellico provocati dalla seconda guerra mondiale, Pablo Picasso esponeva la grande tela Guernica; nel contesto del racconto pittorico si intravede svettare la testa del Minotauro, il mostro che domina la scena del labirinto. Nel 1961 l’artista spagnolo disegna la Colomba della Pace, la stessa che lo studente Manish Paul, della Scuola Secondaria di Vinci, ha utilizzato per una sua opera nell’ambito del progetto Educare alla pace: Leonardo, Picasso Pistoletto¹, ideato e curato dal 2013 ad oggi dalla docente e ambasciatrice Rebirth/Terzo Paradiso Patrizia Vezzosi. L’iniziativa didattica, approvata nell’ambito del progetto regionale Toscanaincontemporanea2013, coniuga aspetti educativi-formativi ed aspetti creativi-laboratoriali attivando un percorso sperimentale di educazione all’immagine come strumento di cittadinanza attiva: attraverso Leonardo, Picasso e Pistoletto gli studenti comprendono che la premessa indispensabile per costruire la pace fra i popoli è il riconoscimento del valore universale dell’essere umano e lo comunicano agli altri, in particolare ai coetanei, con linguaggi contemporanei. L’opera è poi divenuta simbolo evocativo per la comunicazione della mostra, come si può constatare dalla locandina che segue.

Dall’artista alla società
Se questa mostra, per contenuti e contesto, è di assoluta autorevolezza, la risposta del pubblico non è stata meno significativa: anche il Duomo di Milano ha osservato incuriosito la lunga coda di persone ieri sera che, per l’inaugurazione, ha atteso con trepidazione di entrare nella Sala delle Cariatidi per visitare la mostra. Ma segnali non sono arrivati solo nella suggestiva cornice di Palazzo Reale, ma in tutto il mondo: in questa settimana, a livello globale, si sta tenendo il flash mob del Sentiero Rebirth Path, evento ideato da Michelangelo Pistoletto “contro tutte le mostruosità create dall’uomo. Tutte, nessuna esclusa“. In numerose città della nostra penisola e del pianeta si stanno unendo mani, strette con una forza colorata di pace e speranza. Frangenti performativi che sembrano accompagnare in un binario parallelo la narrazione artistica de La Pace Preventiva. Anche i mass media hanno colto l’importanza sociale della mostra, come testimonia la ricca partecipazione alla conferenza stampa del mattino.


Fortunato D’Amico e Michelangelo Pistoletto.
Foto di Daniela Pellegrini.

La presentazione
Come anticipato, per mettere in luce i contenuti della mostra si è tenuta ieri alle ore 11.00 a Palazzo Reale la presentazione ufficiale che ha visto intervenire, oltre al maestro, Fortunato D’Amico (curatore del progetto espositivo), Tomaso Sacchi (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), Domenico Piraina (direttore di Palazzo Reale) e Massimo Vitta Zelman (presidente di Skira). Sacchi ha esordito ringraziando il maestro per “la sua arte piena di significato, così forte e dirompente, che toccherà alcuni luoghi simbolo della cultura milanese”. Secondo il politico, infatti, la mostra aiuterà la città a raccontare la sinergia tra i luoghi e le istituzioni d’arte che fanno parte del patrimonio culturale di Milano. “Pistoletto – ha aggiunto – è un grande protagonista dell’arte del nostro pianeta, che ha creato segni e produzioni iconiche del nostro tempo diventati segno di una storia collettiva”. Alle sue parole hanno fatto eco quelle del direttore del museo, che ha identificato Pistoletto non solo come un artista, ma come un ambasciatore dell’Italia nel mondo. Piraina ha poi illustrato il cambiamento di prospettiva dell’esposizione, facendo riferimento a una locuzione latina dello scrittore romano Vegezio: “Pistoletto ribalta i significati di ‘Si vis pacem para bellum’, invitando il pubblico a lavorare in senso pratico per la pace preventiva. E molte opere nella mostra sono una testimonianza di questo. Si tratta – ha affermato – di una mostra ottimista: l’artista non si limita a denunciare un problema, ma argomenta come si può fare per risolverlo. Un esempio lo si trova nel suo Labirinto: non sappiamo qual è la via d’uscita, però conosciamo le vie di fuga già bloccate; così non scegliamo la via sbagliata, ma anzi ne proviamo a percorrere altre”. Dopo Massimo Zelman, presidente di Skira (“Il nostro ruolo ci onora, sono felice di rinnovare il sodalizio che ci lega anche a Palazzo Reale e ringrazio Pistoletto, amico di lunga data, per la meravigliosa mostra ospitata nella Sala delle Cariatidi”), è intervenuto Fortunato D’Amico. Il curatore del progetto espositivo ha prima dato una sua visione di Pistoletto (“Il maestro è uscito dai binari estetici dell’arte, perché per lui l’arte parte anche da principi etici; non è, inoltre, un artista individuale perché i frutti delle sue opere sono il risultato di rapporti con altre persone”) e poi ha contestualizzato i contenuti della mostra: “Sono oltre 100 i conflitti nel mondo, quindi la pace preventiva è un tema attuale. Non si stabilisce, però, al tavolo quando c’è già una guerra in atto, ma prima. L’arte – ha specificato – quando diventa un momento vero della società contemporanea assume una responsabilità sociale e ci dice che abbiamo il potere di cambiare”. È infine intervenuto Michelangelo Pistoletto, che ha offerto uno spaccato della sua cronistoria artistica, toccando e approfondendo le peculiarità di una serie di sue opere – non solo quelle presenti nell’esposizione – spaziando dal Terzo Paradiso agli Oggetti in meno fino ai Quadri specchianti. “Nei Quadri specchianti in mostra – ha sottolineato – ciò che vediamo riflesso è infinito ed è continuamente rinnovato. Il risultato è un combinarsi continuo che rende le cose possibili: è la creazione”. Un naturale assist al suo ultimo libro: “Essere arrivati alla formula della creazione è un bel successo per noi esseri umani: e l’ho trovata io – ha affermato sorridendo, ndr -. La formula l’abbiamo trovata attraverso l’immagine: l’arte è l’immagine delle cose, l’arte ha combinato la vita comune, la società artificiale, visto che la naturale va avanti; noi abbiamo creato l’artificio, ma senza arte non esisterebbe il mondo artificiale, tutto il processo passato dalle religioni alle politiche. È un insieme di fenomeni umani”.



La conferenza stampa. Nella foto, da sinistra:
Fortunato D’Amico, Tommaso Sacchi, Michelangelo Pistoletto, Domenico Piraina e Massimo Vitta Zelman.
Foto di Damiano Andreotti.

Il commento del sindaco di Milano
Anche il primo cittadino del capoluogo lombardo si è rivelato entusiasta del progetto espositivo: “Le scintille di pensieri accese dall’arte – così Giuseppe Salasulla realtà rendono gli uomini più liberi. Un’inesauribile fonte d’energia alimentata da iniziative culturali di spessore come la mostra, ‘La Pace Preventiva’, dedicata allo sguardo visionario di Michelangelo Pistoletto. Nuovi orizzonti sul presente saranno aperti a tutti i visitatori di Palazzo Reale. Tra il 23 marzo e il 4 giugno del 2023 un labirinto occuperà la Sala delle Cariatidi, per mettere ancora più in evidenza la dimensione dell’enigma di fronte all’orrore della guerra. Nonostante millenni di devastazioni, il mondo paga un tributo enorme alla violenza delle armi. Un odio così soverchiante, come quello che ispira la guerra della Russia contro l’Ucraina, desta sentimenti di confusione e scoramento. Le opere di Michelangelo Pistoletto sono una luce di speranza nella notte dell’umanità imposta dai conflitti bellici. La proiezione verso la giustizia de ‘La Pace Preventiva’ dà inoltre maggior rilievo alla Milano Art Week. Una settimana dedicata all’arte, il linguaggio chiave per diffondere, con la bellezza, i valori più cari alla nostra città: libertà, democrazia, e la tutela dei diritti fondamentali. Principi alla base – ha concluso il sindaco – della pacifica convivenza tra popoli e uomini, come ci racconta in modo visionario l’arte del maestro Pistoletto”.


Foto di copertina di Daniela Pellegrini.
Orari Palazzo Reale:
– da martedì a domenica ore 10.00-19.30
– giovedì ore 10.00 – 22.30
– ultimo ingresso un’ora prima della chiusura della mostra.
Biglietti:
– intero € 8
– ridotto € 6 ragazzi dai 6 ai 26 anni e over 65 anni
– gratuito fino a 5 anni.
¹ Nell’ambito del progetto, il disegno realizzato da Manish Paul, della Colomba della Pace di Picasso sostituendo il ramoscello di olivo nel becco con il simbolo trinamico del Terzo Paradiso, è diventato una cartolina postale-manifesto (con tanto di premiazione al Concorso Emporium 2015 a Empoli) ed è stato raffigurato in un pannello in ceramica, icona della Scuola Secondaria di Vinci, affisso all’ingresso dell’Istituto. Al disegno di Manish è stata poi associata la Regola d’Oro della scuola: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te. Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, essenziale dunque per ottenere la cosiddetta Pace Preventiva. Non solo: alcune iniziative svolte nell’ambito del progetto – condiviso dal Movimento Internazionale Shalom – hanno avuto gli apprezzamenti dell’ex Presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli (mail 26/1/2021 D 1757) e del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (Prot. 30324 19/12/2022).