Doveva concludersi il 30 giugno, ma è arrivata l’ufficialità della proroga al primo settembre: il riferimento è alla mostra Metawork – Michelangelo Pistoletto alla Reggia di Caserta, che propone oltre sessanta opere del maestro nelle sale della Gran Galleria della Reggia di Caserta. Il grande successo di critica e di pubblico riscosso ha spinto, infatti, a posticipare la chiusura dell’iniziativa dedicata al fondatore di Cittadellarte di ulteriori due mesi. La mostra prende il nome dall’opera Metawork-United Portraits: presentata per la prima volta proprio in occasione dell’esposizione, è realizzata a partire dai ritratti fotografici di otto cittadini di Cittadellarte; essa riesce a ricombinarli tramite un programma di intelligenza artificiale consentendo quel passaggio che caratterizza il lavoro di Pistoletto già nei Quadri specchianti, dalla dimensione individuale a quella collettiva. L’esposizione, prodotta dal Museo Reggia di Caserta e da Opera Laboratori in collaborazione con Cittadellarte e Galleria Continua, offre come riportato in un nostro precedente articolo, un profondo viaggio nel concetto visionario di ‘metamorfosi’ e ‘interconnessione’ dell’artista biellese.
Cogliamo dunque l’occasione per (ri)scoprire i contenuti di Metawork.

Love Difference – Mar Mediterraneo. Foto Alessandra Ammirati.
Love Difference
Una delle opere chiave della mostra è Love Difference – Mar Mediterraneo, un grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo, circondato da sedie donate ciascuna da uno dei Paesi che si affacciano su questo mare. Il Mediterraneo congiunge nazioni e culture diverse e diventa mediatore tra terre, lingue, visioni politiche e religioni, nella consapevolezza che tutte custodiscono un patrimonio culturale comune e possono essere generatrici di un progetto collettivo condiviso.

Divisione Moltiplicazione Terzo Paradiso, Love Difference. Foto Valeria Lombardi, Reggia di Caserta.
Il tempo del giudizio e il Labirinto
Tra le tematiche affrontate, di rilievo è il rapporto tra arte e spiritualità, con Il tempo del giudizio. L’opera, esposta nell’ala ovest del Palazzo reale, si presenta come un tempio che riunisce le principali religioni monoteistiche – cristianesimo, islamismo, ebraismo – e il buddismo. Ciascuna religione è rappresentata da un elemento simbolico collocato di fronte a uno specchio: un inginocchiatoio, un tappeto da preghiera, una statua del Budda. In mostra è presente anche il Labirinto, opera emblematica dell’Arte Povera, in particolare per l’utilizzo del cartone, presentata per la prima volta nella sua personale presso il Museo Boymanns di Amsterdam nel 1969.

Divisione Moltiplicazione Terzo Paradiso. Foto Alessandra Ammirati.
I quadri specchianti
In mostra alla Reggia di Caserta anche la serie Messa a nudo del 2020 che vede i protagonisti senza vestiti, diversi e unici. Senza preconcetti, la figura umana è presa nella sua interezza estetica e viene utilizzata dall’artista per dimostrare uno spaccato della società. Ogni individuo è mostrato come uguale di fronte alla bellezza della diversità, siano esse etniche, culturali o religiose. Il superamento delle frontiere segnate dalla dimensione pittorica rappresenta per Pistoletto l’apertura a un paesaggio che si affaccia sulla contemporaneità dell’esistenza. Si passa poi a Divisione Moltiplicazione – Terzo Paradiso, che rientra nella serie di lavori denominata Divisione e moltiplicazione dello specchio, nata dalla constatazione che lo specchio può riflettere qualsiasi cosa tranne se stesso. Sulle otto coppie di specchi che compongono l’opera è rappresentato il simbolo trinamico.

Metawork United Portraits. Foto Alessandra Ammirati.
I QR code
Sempre nell’ambito delle opere specchianti sono esposti QR Code Possession – Autoritratto e ConTatto: nella prima, su un’immagine frontale del corpo dell’artista sono impressi come tatuaggi dodici QR code – tecnologia che Pistoletto utilizza a partire dal 2019 – che permettono di accedere a immagini e testi relativi a diversi momenti della sua ricerca artistica; nell’altra c’è una citazione di una delle più celebri opere dell’arte occidentale, ossia La creazione di Adamo, l’affresco cinquecentesco di Michelangelo Buonarroti riproposto sotto forma di serigrafia. Nell’opera di Pistoletto, tuttavia, non è più il contatto con la mano di Dio a generare la creazione di Adamo, ma è il dispositivo della divisione e moltiplicazione dello specchio a generare la creazione a partire dalla sola mano dell’uomo. Un’altra opera in mostra è Qr Code Possession – The Formula of Creation Meetings (2023), composta da venti QR code colorati dipinti su altrettante tele di grandi dimensioni, simili a una serie di quadri astratti, che rimandano alle registrazioni video di venti incontri con cui Pistoletto ha discusso il suo libro La Formula della Creazione assieme a esponenti del mondo dell’arte, della politica, della scienza e della religione.