“Despite and Because”, domani il quinto meeting del public programme di UNIDEE Residency Programs
Domani - 1 febbraio - alle ore 18.30 si terrà un nuovo incontro online - a partecipazione libera e gratuita - di "Despite and Because. On Politics & Poetics of Collaboration Across the Mediterraneans". Interverranno, per l'occasione, K-oh-llective & Mouhawalat con Rania Atef, Mohamed Bakeri, Nada Elkalaawy, Soukaina Joual, Engy Mohsen, Diyae Bourhim e Ahmad Karmouni.

Indagare sui modi di istituire, organizzare, curare e condividere le arti, portando alla ribalta alcune delle esperienze che attualmente abitano e attivano gli spazi del Mediterraneo: è attorno a questo obbiettivo che si articola il public programme di UNIDEE Residency Programs, ossia Despite and Because. On Politics & Poetics of Collaboration Across the Mediterraneans, programma di conferenze mensili curato dalla visiting curator Chiara Cartuccia e proposto nel contesto di Neither on Land not at Sea. Meeting by the Mediterranean Im/Possible biennium at UNIDEE.
Despite & Because invita curatori, operatori e facilitatori di organizzazioni e progetti artistici che operano o hanno avuto origine nell’area del Mediterraneo a riunirsi per discutere i modi di praticare, ricercare, curare e impegnarsi insieme, all’interno e attraverso contesti (para)istituzionali e collettivi. Il programma mira a scardinare la concezione del Mediterraneo come località pienamente riassumibile, esplorando condizioni condivise o ricorrenti, ma anche forti contraddizioni. In quest’ottica, porta anche al pubblico conversazioni su sistemi, infrastrutture e mezzi, che spesso non vengono affrontati.

Il programma pubblico online, a partire da maggio scorso, è aperto a tutti e si svolge parallelamente ai moduli di residenza, consentendo dunque un’ulteriore forma di impegno e partecipazione ai temi e alle metodologie esplorate in questa stagione della programmazione UNIDEE. Domani, 1 febbraio, si terrà il quinto meeting online del public programme che si porrà come un dialogo tra i seguenti relatori: K-oh-llective & Mouhawalat con Rania Atef, Mohamed Bakeri, Nada Elkalaawy, Soukaina Joual, Engy Mohsen, Diyae Bourhim e Ahmad Karmouni. Per prendere parte all’appuntamento, in programma alle ore 18.30, occorre registrarsi cliccando qui.

Il programma pubblico online – ha affermato Chiara Cartuccia – apre un’altra finestra su un progetto che altrimenti sarebbe accessibile solo ai pochi selezionati per i moduli di residenza. Con questo programma, la mia priorità come curatrice è stata quella di avviare una conversazione che può espandersi, evolversi, divergere ed essere rimodellata dai partecipanti. Era fortemente necessario avere una componente del progetto più ampia che fosse completamente accessibile senza restrizioni. Per questo motivo il team UNIDEE e io abbiamo deciso di fare un passo in più, andando oltre il mandato iniziale, per creare un ulteriore livello del progetto. Nonostante il budget limitato e i vincoli, ‘Despite & Because’ sta costruendo un proprio pubblico impegnato”. Il programma pubblico continuerà a svilupparsi, estendendosi oltre la dimensione online attraverso collaborazioni con altre istituzioni che agiranno come partner ospitanti e co-curatori; allo stesso modo, proseguiranno anche i meeting online, con cadenza mensile, fino a luglio 2024.


K-oh-llective è un gruppo di cinque artisti visivi con il desiderio comune di facilitare le conversazioni intorno alle pratiche artistiche. La piattaforma online di K-oh-llective è utilizzata per la condivisione di risorse tra artisti, scrittori e curatori in Egitto e nel mondo arabo. Presenta un database open-source di strumenti essenziali per i professionisti dell’arte, oltre a testi commissionati, recensioni e podcast. L’impegno attuale di K-oh-llective “Arab Artists Now: An Anthology” mette in scena visite in studio online/offline e funge da tramite per l’attuale produzione artistica e la mappatura interdisciplinare delle pratiche artistiche.
Mouhawalat è un collettivo di artisti co-fondato nel 2020 da quattro giovani artisti marocchini: Ahmad Karmouni, Diyae Bourhim, Mehdi Ouahmane e Imane Zoubai. Mouhawalat modella la sua identità gradualmente attraverso continui tentativi di creazione e incontro. Attualmente esplora e si interroga sulla situazione dei giovani artisti che lavorano nel mondo dell’arte marocchina. Utilizzando una serie di mezzi, vogliono riflettere maggiormente sull’idea di “tentativo” e creare metodi rinnovati per l’apprendimento costante attraverso il lavoro collettivo e collaborativo per favorire lo scambio e la costruzione di una conoscenza più ampia. Mouhawalat, nella sua forma attuale, ha permesso ai membri di collaborare e programmare il lavoro artistico in spazi artistici, residenze, scambi e tavole rotonde come Triangles-Astérides (2023), Mahal Art Space (2021), Think Tanger (2021) e Our Teaching Takes Shape As We Go (2022), oltre a ricevere sovvenzioni come Self Organizations – Private Audience (2020) e Grant for Artists’ Practice, Mophradat (2022).
Rania Atef è un’artista multidisciplinare con sede al Cairo. Il suo lavoro esplora le nozioni di gioco attraverso un’ampia gamma di mezzi per indagare l’infrastruttura dei discorsi materno/riproduttivi e del lavoro a livello individuale e collettivo, concentrandosi sullo studio del linguaggio verbale e visivo, soprattutto per le donne in questo contesto.
Mohamed Bakeri è un artista visivo con sede al Cairo. Il suo lavoro si riferisce alla nozione di amore da un punto di vista socio-politico, prendendo in considerazione i fattori che influenzano gli individui a trovare amore e sicurezza nel regno online. Per citarne alcuni, la mercificazione degli appuntamenti, la sicurezza informatica, le trappole della polizia e la discriminazione razziale.
Nada Elkalaawy è un’artista visiva con sede a Londra. La sua storia personale è il materiale principale del suo lavoro: si occupa di perdita, tracce di ricordi e finzione attraverso la narrazione. Lavora prevalentemente in pittura, ma spesso incorpora anche progetti di disegno, animazione e arazzo in conversazione con il mezzo pittorico.
Soukaina Joual è un’artista multidisciplinare con sede a Rabat. I suoi diversi lavori mostrano un interesse per il modo in cui il corpo può tradurre e riflettere varie tensioni, dinamiche e differenze. Di solito si concentra sul corpo da diverse prospettive: come cambia, come interagisce con l’identità personale e come può diventare un sito per impegnarsi in importanti dibattiti ideologici.
Engy Mohsen è un’artista visiva e curatrice con sede a Zurigo. Lavora con i formati editoriali come struttura centrale e la conversazione come mezzo primario. La sua ricerca attuale si concentra sulla mappatura dei flussi di conoscenza che danno forma a scuole d’arte indipendenti e a forme di pedagogia, con particolare attenzione al linguaggio e al movimento degli individui e delle comunità coinvolte nell’organizzazione.
Diyae Bourhim è un artista visivo marocchino che sviluppa una pratica multidisciplinare basata sulla riattivazione della memoria e sulla ricerca di nuovi modi di rappresentarla attraverso l’arte. Diyae conduce un processo vicino all’archeologia per comprendere le condizioni sociali, politiche e intime dell’essere umano. Attualmente sta lavorando a una “archeologia del sensibile”, che si interroga sulla resistenza poetica della materia e dell’archivio al tempo e all’oblio. Nel 2020, Bourhim, insieme ad altri tre artisti (Ahmad Karmouni, Mehdi Ouahmane, vincitore del Seed Award, e Imane Zoubai), ha co-fondato Mouhawalat, un collettivo di artisti e altri operatori del mondo dell’arte in costante ricerca. L’obiettivo è quello di creare nuove modalità di creazione e trasmissione, nonché di pensare a nuovi modi alternativi di conoscenza dell’arte al di fuori delle modalità normative. Il collettivo sta gradualmente dando forma alla propria identità attraverso continui tentativi di collaborazione, creazione e scambio.
Ahmad Karmouni si è diplomato all’Istituto Nazionale di Belle Arti di Tetouan nel 2019, vive e lavora ad Assilah. Ahmad Karmouni è interessato alla materia allo stato grezzo, principalmente al sale, una sostanza particolarmente carica di storia, significato e credenze. Ha sviluppato una particolare sensibilità e interesse verso questo elemento. Il suo campo di sperimentazione comprende diversi mezzi come il disegno e l’installazione, nonché le tecniche di stampa (incisione, serigrafia, monotipo, ecc.) L’artista si interroga, attraverso il suo lavoro artistico, sulla posizione e sulle connotazioni che circondano il sale attraverso la storia delle civiltà e la sua natura chimica e minerale. Lo stesso vale per le sostanze che scopre nel corso della sua ricerca, come il rame, la calce, ecc. Ha partecipato a residenze artistiche in Marocco come la Carovana di Tighmert (2019), il MAC.A Museum of Contemporary Art di Assilah (2019), Mahali Project, Mahal Art Space di Tangeri (2020) e in Francia, presso la Friche la belle de mai di Marsiglia (2022). Tra le sue mostre collettive in Marocco: Mahal Art Space (Tangeri 2020), Atelier kissaria (Tangeri 2019), Le18 (Marrakech 2019), Galerie Venise Cadre (Casablnca 2018).