Italian Council, Cittadellarte tra i vincitori del premio
L'artista Nico Angiuli, in collaborazione con l'Ufficio Arte di Cittadellarte, realizzerà (con i fondi del premio) un film tratto da una performance che riflette sul rapporto uomo-macchina per il Polo Biblio Museale di Lecce.

Sviluppare consapevolezza individuale e collettiva sul ruolo culturale e sociale ricoperto dalla produzione artistica contemporanea, anche attraverso la creazione di conoscenza e lo sviluppo di forme di partecipazione attiva ed inclusiva con l’implementazione delle collezioni e dei percorsi espositivi pubblici: questo è l’obiettivo generale del progetto di Nico Angiuli, titolato “L’uomo attrezzo e le comunità macchiniche paraumane”. La proposta artistica presentata da Cittadellarte, insieme ad altre nove in Italia, si è aggiudicata il premio Italian Council, iniziativa lanciata dalla DGAAP – Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei Beni Culturali. Il bando, che ha registrato oltre 60 partecipazioni da tutto il mondo, consiste in un finanziamento dei progetti presentati da realtà come musei, fondazioni ed enti, dedicati alla produzione di opere d’arte italiane che possano arricchire le collezioni pubbliche. Angiuli, così, insieme all’Ufficio Arte di Cittadellarte, darà il via alla realizzazione di una performance ad hoc, che verrà poi lasciata al Polo Biblio-Museale di Lecce.

L’opera
Lo scopo dell’artista è realizzare un’opera che porti il fruitore a riflettere su temi attuali quali l’umanizzazione delle macchine “umanoidi”, intese come comunità para-umana, e la conseguente de-umanizzazione dell’uomo che Angiuli ha definito come “uomo-attrezzo”. Questi aspetti verranno messi in luce attraverso la realizzazione di un film sperimentale, sviluppato attraverso periodi di residenza e workshop che porteranno alla creazione di una performance di tre atti.
Sarà Cittadellarte, infatti, ad ospitare nei suoi spazi la residenza artistica di Angiuli e tre workshop dedicati, che si terranno, presumibilmente, tra settembre e novembre. I laboratori vedranno la partecipazione di ospiti internazionali del mondo della robotica e dell’intelligenza artificiale, della sociologia del lavoro e del giornalismo d’inchiesta, fino agli attivisti per i diritti dei robot. L’iniziativa sarà un’occasione di scambio corale tra saperi e gestualità specifiche, prove in scena, letture e visione di film e verterà, inoltre, sulla scrittura drammaturgica e sulla messa in scena. I protagonisti selezionati dei tre appuntamenti, come ha spiegato Angiuli, saranno una dozzina: studenti biellesi studenti di ingegneria bio-meccanica, giovani neet, lavoratori (migranti e non) che lavorano o hanno lavorato in ambito agricolo o nelle multinazionali (quali Amazon o Apple) e attori non professionisti.

La fasi del percorso di realizzazione
Il progetto si articola nelle seguenti macro categorie di azioni: ideazione e realizzazione di una residenza artistica presso Cittadellarte (nell’ambito della quale saranno realizzati due workshop con artisti di fama internazionale, un workshop di scrittura drammaturgica e realizzazione performance e l’allestimento dell’opera e presentazione al pubblico); promozione e disseminazione dell’opera presso BOZAR di Bruxelles, l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, l’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta e la Galleria di Arte Contemporanea Paul Bardwell del Centro Colombo Americano di Medellìn; l’allestimento dell’opera nel percorso museale permanente del Polo Biblio Museale di Lecce.

L’artista
Nico Angiuli vive e lavora tra Bari e Tirana. Ha collaborato con il gruppo Stalker e ha co-fondato Ilmotorediricerca tra Italia, Albania e Grecia. Negli anni ha realizzato culture e performance basate sull’incompiuto artistico di Pino Pascali e molti progetti legati al tema del lavoro, tra cui Ma Vai a Lavorare! (2008), Le piastrelle sono intenzioni (2010), The Tools’ Dance (2010>ongoing). Angiuli, inoltre, ha diretto tre film: OTNARAT (2009); Tre Titoli (2015); E per te canterò tutta la vita (2016). L’artista, più recentemente, ha diretto la performance collettiva The Tools’ Dance curata da Martina Angelotti e presentata presso Careof a Milano nel 2017. Tra le mostre si ricordano: 16. Quadriennale di Roma; Seconda Biennale di Kiev; Scenario di Terra presso il MART; 4. Biennale di Atene. È stato nominato al Visible Award 2017 e al premio italo-tedesco VAF (edizione 2019).


(“Del vello di pecora e altri ruminanti” – studio per una performance – 250cmx70cm. 2017)

Tutti i progetti premiati
Insieme al progetto presentato da Cittadellarte, sono state premiate le proposte di: Venaria Reale, Museo MAXXI, Van Eyck Academie di Maastricht, Fondazione Merz, Point Centre for Contemporary Art di Cipro, The Blank Contemporary Art, Fondazione Malvina Menegaz e Whitechapel Gallery di Londra.

Il commento di Nico Angiuli

Didascalia foto di copertina: The Tools’ Dance. Collective Performance. Courtesy Careof; photocredits CoolCouple. 2017