Alla Biblioteca Hertziana la proiezione del docufilm “La rivoluzione siamo noi”
L'istituto di ricerca della Società Max Planck dedicato alla storia dell'arte con sede a Roma nel Palazzo Zuccari ha organizzato per il pomeriggio odierno - 8 febbraio - un seminario dedicato all'opera filmica che vede fra i protagonisti Michelangelo Pistoletto. In occasione dell'incontro, proposto sia online sia in presenza, è in programma discussione con la regista Ilaria Freccia, l’autore Ludovico Pratesi e la Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia.

Filmati e foto d’epoca fornite da istituzioni, musei, gallerie e collezionisti, oltre a interviste attuali sul periodo tra la metà degli anni Sessanta e il 1980, anno in cui l’arte in Italia conobbe un momento di gloria sulla scena internazionale: è su questo che verte La rivoluzione siamo noi (Italia, 2020, 83 minuti, colore e bianco/nero), documentario presentato in anteprima al 38esimo Torino Film Festival, (Italia, 2020, 83 minuti, colore e bianco/nero) ideato da Ludovico Pratesi con la regia di Ilaria Freccia. L’opera filmica, prodotta e distribuita da Istituto Luce Cinecittà, sarà proiettata oggi dalle 15:15 alle 17:45 nel Villino Stroganoff di via Gregoriana 22 a Roma, seguito da una discussione che vedrà come relatori Ilaria Freccia¹, Ludovico Pratesi² e la Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia. Nel dietro le quinte dell’iniziativa figura la Biblioteca Hertziana, l’istituto di ricerca della Società Max Planck dedicato alla storia dell’arte con sede a Roma nel Palazzo Zuccari, che proporrà l’appuntamento in forma ibrida, ossia online sulla piattaforma Zoom³ e in presenza. “Freccia – si legge in una nota sul sito della Biblioteca – ricrea l’energia vitale e sovversiva di quel momento e i suoi impulsi radicali. Arte, poesia, performance, film, architettura, danza e fotografia si fondono in un’unica travolgente onda che la regista segue senza cercare di arginarne il flusso”.

Il docufilm, come riportato in un nostro precedente articolo, fornisce uno spaccato della scena animata dagli artisti emergenti, suddivisa prevalentemente tra Torino, Roma e Napoli, e si nutre di un clima vitale e dinamico, con continui e fertili scambi tra arti visive, teatro, letteratura, musica e cinema. Sono proposti, in quest’ottica, contributi, spesso inediti, di Marina Abramovic, Lucio Amelio, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Achille Bonito Oliva, Germano Celant, Mario Franco, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Mario Merz, Beppe Morra, Paolo Mussat Sartor, Hermann Nitsch, Luigi Ontani, Pino Pascali, Luca Patella, Michelangelo Pistoletto, Paola Pitagora, Lia Rumma, Tucci Russo, Fabio Sargentini, Piero Sartogo, Gian Enzo Sperone, Andy Warhol. Il documentario, infatti, si concentra sugli anni inebrianti che ha vissuto l’arte in Italia tra il 1967 e il 1977 e, come accennato, fa ampio utilizzo di interviste e di filmati realizzati dall’avanguardia italiana o da artisti stranieri che hanno soggiornato in Italia in quel periodo, da galleristi di fama internazionale o da curatori di caratura internazionale. “La prima opera d’arte che sia mai stata fatta – così Michelangelo Pistoletto in un estratto del film – è quella di un’impronta di una mano su una parete di una caverna. Questa è stata fatta da un’individuo (…). Poi noi vediamo molte mani sulla parete della caverna. Questo è il principio della società. Arte e società: è l’esempio di un’opera d’arte comune. Dunque, l’arte è politica”.


¹ Ilaria Freccia (regista) ha iniziato la sua carriera come assistante del fotografo Gianni Berengo Gardin e come assistente per la seria documentaria di Eliotte Erwitte The Great Pleasure Hunt per HBO. Ha lavorato come fotografa e regista presso la compagnia sperimentale Mabu Mine a New York. Ha inoltre diretto e prodotto numerosi documentari che hanno ricevuto riconoscimenti nazionali ed internazionali, tra cui Thangam (1996), Madras Eyes (1999), Un mondo senza povertà (2000) e Padre Pio Express (2003). Attualmente lavora al film Wildfire e alla serie Priceless Gift: The Life and Death of Jane Stanford.
² Ludovico Pratesi (autore) è nato nel 1961 a Roma dove vive e lavora come curatore e critico d’arte. È Professore Ordinario di Fenomenologia degli Stili all’Accademia di Belle Arti di Napoli e Professore Ordinario di Arte all’università IULM. Attualmente è Direttore della Fondazione Guastalla per l’Arte Contemporanea, Direttore Artistico dell’Associazione Giovani Collezionisti e Direttore Artistico dello Spazio Taverna a Roma. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore Artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, dal 2009 al 2011 Curatore di Palazzo Fabroni a Pistoia, dal 2006 al 2010 Presidente AICA, mentre dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea in Italia). Critico del quotidiano La Repubblica, collabora regolarmente con Arte Mondadori, Artribune, Exibart e Treccani.
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