Paolo Naldini a New York per l’inaugurazione del nuovo Terzo Paradiso: “L’ONU ritiene che la funzione dell’arte sia essenziale ad affrontare le grandi sfide dell’umanità”
Paolo Naldini, nelle doppie vesti direttore di Cittadellarte e di "inviato" dell’arte per la trasformazione in senso responsabile della società, ha partecipato all'inaugurazione dell'installazione del simbolo trinamico e al Summit dei capi di Stato e di Governo sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che si è tenuto il 18 e 19 settembre nella Grande Mela. Per l'occasione ha inoltre incontrato e dialogato con Antonio Tajani, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di fronte all'opera site specific di Pistoletto ubicata nei giardini del Palazzo di Vetro. “Il simbolo del Terzo Paradiso - così Naldini - rappresenta la chiave per affrontare tutte le questioni che i delegati governativi al Summit devono risolvere”.

Da Cittadellarte a Biella al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York. Dal 9 settembre 2023 – fino al 28 dello stesso mese – un’installazione site specific del Terzo Paradiso sta illuminando d’arte la metropoli. L’opera, di 25 metri per 10, è allestita in uno dei prati che circondano il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite nella Grande Mela, nei pressi del Giardino delle Rose. Come riportato in un nostro precedente articolo, si tratta di una rappresentazione del simbolo trinamico ispirata ai 17 SDGs dell’Agenda 2030 ed è composta da 36 piastrelle in gres porcellanato, ciascuna delle quali misura 120 x 120 centimetri; ognuno degli obiettivi di sviluppo sostenibile è ripetuto due volte e, ogni volta, dopo l’obiettivo 17, è collocata un’ulteriore piastrella con il simbolo degli SDGs. Oltre al contesto di assoluto prestigio e autorevolezza, va ricordata la pluralità di organizzazioni che hanno contribuito alla nascita di questo Terzo Paradiso: patrocinata dalla Rappresentanza Permanente d’Italia all’ONU, l’installazione temporanea è curata dallo Studio Legale Alessia Panella e da Cittadellarte, in collaborazione con Magazzino Italian ArtAlex FremuraShipping Services Italia Srl SBRiccardo Fuochi e Federico Fuochi; da segnalare, inoltre, il lavoro condotto per la Fondazione Pistoletto da Francesco Saverio Teruzzi (cultural project manager di Cittadellarte) e Alessandro Lacirasella (exhibition project manager). L’opera è stata simbolicamente inaugurata nel contesto del Summit dei capi di Stato e di Governo sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del 18 e 19 settembre nella Grande Mela alla presenza di Paolo Naldini. Il direttore di Cittadellarte, per l’occasione si è confrontato con Antonio Tajani, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e ha illustrato al politico le peculiarità e i messaggi che l’opera del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto veicola. Vi proponiamo quindi un’intervista a Paolo Naldini nell’ottica di offrire uno sguardo più profondo sulla sua partecipazione.



Paolo, qual è il più potente messaggio che a tuo avviso il Terzo Paradiso nella Grande Mela può veicolare?
Il Paradiso esiste ed è proprio qui, tra il primo e il secondo, è un giardino di nome Gaia, sta a noi fare spazio ai suoi contadini, tutti coloro che operano nella direzione dell’Agenda 2030. Il simbolo rappresenta la chiave per affrontare tutte le questioni che i delegati governativi al Summit devono risolvere.
Sono convinto che per loro e per le comunità che rappresentano incontrare il simbolo del Terzo Paradiso sia un’occasione storica.
Vorrei che tutti e ognuno di loro possano coglierla.
Il contributo della Missione Italiana alle Nazioni Unite è stato forse il più profondo e ambizioso che un Paese potesse portare. E che sia stata l’Italia a fare questo non dovrebbe stupire nessuno poiché tutti conoscono Roma, Firenze e il Rinascimento. Oggi il Terzo Paradiso, l’arte della Demopraxia e Cittadellarte di Biella, secondo me, rappresentano esattamente questo.


L’ultima volta che sei stato a New York nelle vesti di direttore di Cittadellarte era il 2018, quando eri intervenuto al Forum Politico di Alto Livello sulla Sostenibilità. In quell’occasione, in un’inconsueta dichiarazione di pace, avevi affermato che “La terza guerra mondiale è arrivata. O la vinceremo tutti praticando fino in fondo e ovunque la sostenibilità. O la perderemo tutti”. A distanza di 5 anni questa tua riflessione è ancora attuale?
Oggi questa situazione è evidente ancora di più di allora, con la crisi climatica che miete vittime in Libia come in USA e costringe alla migrazione masse di disperati.
Oggi però abbiamo visto che cosa possono fare i governi quando si convincono dell’urgenza di un’azione: per affrontare la pandemia sono stati stanziati senza indugio miliardi di euro. E anche grazie a quei fondi ne siamo usciti. Non solo con vaccini e letti di rianimazione, ma con personale sanitario, con informazione ed educazione.
Si potrebbero impegnare quei fondi per combattere la Terza Guerra Mondiale? Senza indugio, se solo ci rendessimo conto che come dicono alcuni attivisti rischiamo di essere davvero l’ultima generazione se non abbiamo il coraggio di ribellarci all’estinzione.



Dal Terzo Paradiso a Ginevra, con l’installazione Rebirth, al Terzo Paradiso site-specific a New York. La relazione e il lavoro fra Cittadellarte e le Nazioni Unite diventano sempre più profondi e si evince anche da questa nuova opera realizzata attraverso i 17 SDGs dell’Agenda 2030. Sul piano pratico e ispirazionale, cosa ha dato negli ultimi anni la Fondazione Pistoletto all’ONU e cosa ha dato l’ONU alla Fondazione Pistoletto?
Le Nazioni Unite sono consapevoli che per unire le nazioni così come per raggiungere gli obbiettivi dell’Agenda 2030 non bastano le istruzioni scritte, serve che le persone e le comunità siano convinte intimamente e pienamente di ciò che dobbiamo fare; e sanno che per generare questa profonda convinzione l’arte può fare la differenza.
Per me e per Cittadellarte constatare che l’ONU ritiene che la funzione dell’arte sia essenziale ad affrontare le grandi sfide dell’umanità è stato un incoraggiamento che ci ha toccato nel cuore come nel cervello, e ci aiuta a non arrenderci di fronte alle difficoltà e alla miopia di chi pensa ancora che l’arte sia soltanto un divertimento superfluo tutt’al più piacevole o economicamente redditizio.

L’11 settembre 2023 sono ricorsi i 22 anni dall’attentato alle Torri Gemelle, mentre a marzo scorso a Palazzo Reale a Milano è stata inaugurata la mostra La Pace Preventiva di Michelangelo Pistoletto. Come si lega la pace all’arte e come si impegna Cittadellarte su questo fronte?
Se l’arte è combinare gli opposti configgenti creando qualcosa che prima non c’era, allora l’arte è l’essenza stessa della pace. Perché la pace non consiste nella vittoria del più forte, nell’eliminazione del nemico, ma nella cocreazione insieme a lui di un’opera che nasce dal nostro stare insieme qui e ora.