La Galleria Stein ospita una mostra di Michelangelo Pistoletto
Fino al 21 ottobre sarà esposto un gruppo di nuovi lavori e una selezione di creazioni che ripercorrono alcune tappe fondamentali della carriera dell'artista biellese: Quadri specchianti, Scaffali, Oggetti in meno, Le stanze, Mobili capovolti e alcune opere della collezione Arte povera.

La Galleria Christian Stein di Milano ospita dal 25 maggio, simultaneamente in entrambe le sue sedi espositive, una mostra di Michelangelo Pistoletto. Fino al 21 ottobre sarà esposto un gruppo di nuovi lavori e una selezione di opere che ripercorrono alcune tappe fondamentali della carriera dell’artista biellese.

Un primo gruppo di lavori esposti negli spazi di Pero è costituito da alcuni Quadri specchianti, le opere che all’inizio degli anni Sessanta hanno determinato il successo internazionale dell’artista e che costituiscono la base della sua successiva ricerca artistica e parallela riflessione teorica. Sono qui esposti alcuni importanti Quadri specchianti realizzati negli anni Sessanta con la tecnica del riporto fotografico su carta velina applicata su lastra di acciaio inox lucidata a specchio. Ad esempio Persona di schiena (1962), Autoritratto con pianta (1965) e Gilardi che trasporta un cubo (1966), quest’ultimo creato per la storica mostra/azione “La fine di Pistoletto” al Piper di Torino del marzo del 1967, evento con il quale Pistoletto iniziava a uscire dagli spazi espositivi tradizionali e a praticare quella “collaborazione creativa” che come un filo rosso avrebbe contrassegnato molto del suo lavoro. Tra i Quadri specchianti successivi, realizzati a partire dal 1973 con tecnica serigrafica, spiccano Sacra conversazione. Anselmo, Zorio e Penone (1974), Deposizione (1974) o un’opera raramente vista come Il Collezionista (1977), un ritratto che contiene anche un quadro di Kounellis.
La mostra presenta anche una nuova serie di Quadri specchianti, intitolata Scaffali, esposti per la prima volta in questa occasione nella storica sede della Galleria in Corso Monforte.

Un secondo gruppo di opere storiche in mostra nella sede Pero è costituito da alcuni degli Oggetti in meno, realizzati ed esposti da Pistoletto all’interno del proprio studio tra il 1965 e il 1966. Si tratta di opere basate sulla dimensione contingente del tempo che infrangevano il dogma dell’uniformità dello stile artistico individuale. Lavori riconosciuti come precursori dell’Arte Povera, il movimento artistico teorizzato da Germano Celant nel 1967, di cui Pistoletto è stato animatore e protagonista. Affiancano gli Oggetti in meno alcuni Quadri specchianti del 2009 che ripresentano questi stessi lavori in forma di immagine fissata sulla superficie specchiante, moltiplicando ulteriormente riflessi e rimandi tra spazio reale, spazio virtuale e spettatori.

Del terzo gruppo di lavori esposti per l’occasione, fanno parte alcune opere tra le più significative dell’Arte Povera, come la celebre Venere degli stracci (1967) e l’Orchestra di stracci (1968). Poi la Pietra miliare (1967) esposta per la prima volta in una storica mostra di Pistoletto del 1967 presso la Galleria Sperone di Torino, assieme ad alcuni lavori, creati in tale occasione, costituiti da materiali effimeri come la luce e i suoi riflessi e qui nuovamente allestiti: Candele (1967), Riflessi (1967) e Tenda di fili elettrici (1967).

Un intero spazio della mostra è dedicato a Labirinto, un’installazione che coinvolge totalmente lo spettatore, realizzata per la prima volta al Boijmans Museum di Rotterdam nel 1969.

Un’opera fortemente legata alla storia della collaborazione tra Pistoletto e la Galleria Christian Stein è Le stanze (1975-1976). Si tratta della riproposizione di un complesso lavoro realizzato da Pistoletto tra l’ottobre del 1975 e il settembre del 1976 presso la sede della galleria in Piazza San Carlo a Torino. All’interno di questi spazi – tre stanze collegate da altrettante porte allineate sullo stesso asse e di dimensioni simili a quelle dei quadri specchianti – Pistoletto realizzò dodici mostre consecutive, una al mese, ciascuna preannunciata da un testo dell’artista. Un lavoro che evidenzia la forte rilevanza della dimensione temporale nel processo creativo e nell’opera di Pistoletto. Le dodici stanze presentate consecutivamente nella sede torinese della galleria affacciata sul “salotto di Torino” sono ora riproposte, simultaneamente, all’interno degli ex spazi industriali della sede della galleria a Pero.

Mobili capovolti (1976) è invece una delle Cento mostre nel mese di ottobre, un piccolo libretto giallo realizzato nel 1976 subito dopo Le stanze. Dalla dilatazione dell’evento espositivo di Le Stanze, Pistoletto passava alla sua estrema concentrazione con questo libretto che conteneva cento idee per altrettante mostre, una sorta di ricettario per mostre ed opere, molte delle quali verranno realizzate nel corso degli anni successivi, come appunto i Mobili capovolti qui in mostra o il padiglione realizzato da Pistoletto assieme all’architetto David Chipperfield nel maggio dello scorso anno nei Giardini della Triennale di Milano.

La mostra rimarrà aperta dal 25 maggio al 21 ottobre 2017 con i seguenti orari:
Pero, Via Vincenzo Monti 46
Dal martedì al sabato dalle 12 alle 19
Informazioni: Tel. 02 38100316   |   info@galleriachristianstein.com
Milano, Corso Monforte 23
Dal martedì al venerdì: 10 – 13 / 14-19, sabato: 10 – 13 / 15 – 19
Informazioni: Tel. 02 76393301   |   info@galleriachristianstein.com