La moda e l’arte al servizio della natura: alla riscoperta della terza edizione di “Fashion for Planet”
Un mosaico di interventi, una performance, un'installazione immersiva: ieri - 22 febbraio - si è tenuta la terza edizione dell'evento nel capoluogo lombardo, nella Sala Parlamentino di Palazzo Giureconsulti. Riviviamo la giornata - organizzata dalla Fondazione Pistoletto e da Camera Nazionale della Moda Italiana nel contesto della "Milano Fashion Week" - che ha dato voce ai diritti della natura.

Vibrante, intensa, toccante, riflessiva. Un’onda culturale ieri ha travolto e bagnato di emotività gli astanti alla Sala Parlamentino di Palazzo Giureconsulti durante l’inaugurazione della terza edizione di Fashion for Planet Open Parliament. L’appuntamento, organizzato nel cuore della Milano Fashion Week da Cittadellarte Fashion B.E.S.T. e Camera Nazionale della Moda Italiana con la collaborazione della GARN – Global Alliance for the Rights of Nature e dell’Accademia Unidee, ha dato voce ai diritti della natura avvalendosi di un linguaggio artistico: attraverso una fusione di suoni della natura e di voci umane, l’evento ha invitato alla partecipazione attiva e alla riflessione su come la moda possa divenire espressione artistica per promuovere un dialogo profondo con il pianeta e la natura stessa. Questo processo introspettivo e responsabilizzante è stato plasmato soprattutto grazie all’installazione immersiva intitolata La natura in parlamento, curata da Guardini Ciuffreda Studio, che è stata sfondo attivo della live performance dell’attrice Anna Favella. Questi frangenti sono stati preceduti da una serie di interventi introduttivi che hanno portato i presenti alla scoperta del dietro le quinte e degli obiettivi della giornata, in un sinuoso alternarsi di riflessioni tra generazioni e professionalità differenti. L’appuntamento, inoltre, è stato proposto nel segno della continuità, in una rilevante evoluzione progettuale: come riportato in un nostro precedente articolo, è stato organizzato dopo il successo della prima edizione andata in scena il 23 febbraio 2023 (maggiori informazioni cliccando qui) e la seconda il 20 settembre scorso (tutti i dettagli in un nostro precedente articolo).


Il contesto
La giornata si è articolata a due passi dal Duomo di Milano, nel più antico centro congressi della città: Palazzo Giureconsulti, da 400 anni al centro della vita sociale, economica e culturale del capoluogo lombardo. Ieri è stato nuovamente contesto d’eccezione, divenendo iconico sfondo degli interventi e della performance. Chi entrava nella Sala Parlamentino aveva l’impressione di immergersi in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio. L’uggiosa e grigia giornata milanese, con una flebile pioggia che sfiorava a intermittenza, sembrava eco lontano in quella sala già di per sé ricca di storia e fascino culturale. Bastava osservare chi varcava le porte della stanza: sguardi curiosi, stupiti, meravigliati. Le luci, i suoni, le voci e l’installazione catapultavano in pochi attimi in altro mondo: quello della natura, della sostenibilità, della proposta, del cambiamento responsabile.


I relatori. Crediti: redazione Journal.

Anna Favella.

Paola Arosio, tra sostenibilità e nuove generazioni
Si è alzato il sipario sull’evento con lo speech di Paola Arosio (Head of New Brands & Sustainability Projects di Camera Nazionale della Moda Italiana), la quale ha esordito rivelando il ruolo di Palazzo Giureconsulti: “Durante la Fashion Week diventa il nostro quartier generale, dando spazio alla creatività giovane: il palazzo è infatti dedicato ai nuovi talenti, a chi nel panorama della moda fatica più degli altri a farsi conoscere. Eppure le nuove generazioni hanno spesso un alto contenuto creativo: qui possono raccontarsi, fare networking e incontrate gli addetti ai lavori. La nostra mission è proprio supportarli e accompagnarli nella crescita”. Arosio ha poi posto l’accento sul piano etico: “Negli anni, questo hub dedicato alla creatività giovane si è legato sempre più ai temi della sostenibilità: in molti percorsi imprenditoriali dei nuovi brand infatti è già un tema chiave intrinseco. Questi protagonisti, provenienti da tutto il mondo, li definiamo designer for planet”. Il suo intervento si è concluso con un ringraziamento rivolto alla Fondazione Pistoletto: “All’inizio del nostro percorso abbiamo incontrato Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte. È un orgoglio essere ancora qui insieme, reinventando nuove strade, così come la terza edizione di Fashion for Planet. Siamo grati alla Fondazione Pistoletto e vogliamo continuare a unire le forze con loro”.


Paola Arosio.

Paolo Naldini e i diritti della natura
Dopo Paola Arosio è intervenuto il direttore di Cittadellarte, che ha posto sotto i riflettori i diritti della natura, tema chiave dell’iniziativa. Paolo Naldini ha esordito soffermandosi sulla Conferenza di Asilomar sul DNA ricombinante, un influente convegno nel febbraio 1975 organizzato dai biochimici Paul Berg, Maxine Singer e altri colleghi per discutere i potenziali rischi biologici e la regolamentazione della biotecnologia. “In California – ha esordito – gli scienziati della nascente terapia genetica di tutto il mondo si ritrovarono perché avevano ottenuto la tecnologia per cambiare il DNA umano. Si incontrarono in un contesto come quello odierno, ossia uno spazio parlamentare dove prendere decisioni. Uscirono da quel parlamento con un regolamento che era già valido per la comunità scientifica che essi stessi rappresentavano, ma non lo era ancora per gli Stati e la società globale. Nel tempo lo è diventato. Quelle idee nate in quel piccolo parlamento lontano dai media sono infatti tracimate e giunte alla popolazione globale; così, i parlamenti di tutto il mondo hanno dovuto occuparsene. Come? Avvalendosi della linee guida scritte ad Asilomar. Questo esempio è un precedente straordinario per affrontare le problematiche così complesse che ci sovrastano. Occorre ‘farsi parlamento’, così la pratica di chi pratica diventa governo”. Il direttore di Cittadellarte si è poi focalizzato sul tema dei diritti della natura: “Nel 2009, in America Latina, sono stati assunti per la prima volta. Nessuna costituzione l’aveva mai fatto! Significa che fiume, montagna e foresta diventano portatori di diritti personali. I giuristi si chiesero come dare diritto a qualcosa che non poteva rappresentarsi in un’aula di tribunale. Il problema non sussiste: è così anche per i nascituri, ossia qualcosa che deve nascere, come la natura. Da lì è iniziato un movimento di pensiero mondiale che è riuscito a portare due rane arlecchino a trovarsi in un tribunale per una causa di deforestazione della foresta amazzonica, perché avevano diritto a un ecosistema sano. Gli attivisti intervennero in tribunale per conto delle rane”. Naldini ha infine proposto un parallelismo (“I due episodi che ho citato dimostrano che siamo di fronte a un mondo inesplorato. È qui che gli artisti possono avere un ruolo, viaggiando nell’ignoto con la capacità di creare il mondo”) e strizzato l’occhio alla CNMI e alla GARN: “La collaborazione con Camera Nazionale della Moda si è aperta su un fronte di avanguardia, 100 anni dopo le avanguardie storiche. Abbiamo chiamato i rappresentati mondiali di questo movimento, la Global Alliance for the Rights of Nature, e insieme a loro abbiamo costituito atti parlamentari di una società civile che è capace di farsi domande e interrogarsi sul proprio ruolo. Per noi – ha concluso – è un’avventura affascinante. Non sappiamo dove arriveremo, ma sappiamo che ci stiamo andando insieme: già questo è un risultato significativo”.


Paolo Naldini.

Da Michelangelo Pistoletto a una studentessa dell’Accademia Unidee
All’intervento del direttore di Cittadellarte è seguita la proiezione di un video del maestro: “La moda, elemento centrale che mette insieme natura e artificio, vuol dire creare, mettendo insieme questi due elementi. Sono i due elementi – ha asserito Michelangelo Pistolettoche ci costituiscono come esseri umani. Abbiamo creato un mondo artificiale, aumentato a dismisura, che va riconnesso al mondo naturale”. In un cambio di staffetta tra generazioni, è stata poi data voce a Melek Bacha: “Da novembre sto frequentando il corso triennale di moda sostenibile di Accademia Unidee. Nonostante sia solo al primo anno di studi, ho approfondito già molto il tema. Ho compreso che noi possiamo usare la natura a nostro vantaggio senza abusarne. Ritengo, in particolare, importante la trasparenza; purtroppo pochi brand sono attenti a questo aspetto. Dobbiamo tutelare – ha sottolineato – la natura nel presente per il futuro che verrà, tenendo conto degli errori passati. Gli abiti dovrebbero tramandarsi di generazione in generazione, anche mutare; noi dobbiamo tenere cura della natura così come dei capi”.


Il video-intervento di Michelangelo Pistoletto.

Melek Bacha.

Rosita Celentano e le azioni quotidiane
Per l’occasione è intervenuta anche Rosita Celentano. L’attrice e conduttrice televisiva e radiofonica ha condiviso una sua lettera all’insegna della responsabilità sociale: “Cerchiamo di portare la sensibilità alle persone e torniamo a camminare incrociando sguardi gentili alla natura; l’empatia ci potrebbe salvare la vita. Basta dare la colpa agli altri di ciò che ci succede, basta vittimismo: siamo vittime di noi stessi, ognuno è artefice del proprio destino. Prendiamo in mano la salute del nostro pianeta. Ogni singola azione – ha spiegato – crea una reazione: noi facciamo quotidianamente un atto politico. Se, ad esempio, acquistiamo prodotti con meno plastica o cibo non proveniente dagli allevamenti intensivi, potranno essere presi provvedimenti su larga scala. Ogni problema porta con sé la soluzione: basta spostare lo sguardo perché ogni ferita è un’opportunità di evoluzione. Il segreto per essere felici è proprio andare dormire la sera sapendo di aver fatto qualcosa di giusto”. Celentano si è poi soffermata sulle possibili prospettive apocalittiche: “Non bisogna perdere tempo, perché ad estinguerci saremo noi. Non è vero che il mondo finirà: le piante vivranno e il pianeta tornerà in una condizione di equilibrio. Durante la pandemia sono bastati 3 mesi per tornare a sentire l’aria sana a Milano, semplicemente stando fermi. Insomma – ha concluso –, tutti abbiamo una coscienza ma non sempre decidiamo di ascoltarla”.


Rosita Celentano.

Tiziano Guardini e Luigi Ciuffreda. Crediti: redazione Journal.

Il finale
Dopo gli interventi, sullo sfondo dell’installazione immersiva La natura in parlamento di Tiziano Guardini e Luigi Ciuffreda, è andata in scena la performance di Anna Favella. L’attrice, in un tourbillon di emozioni, ha dato voce ai diritti della natura in una narrazione a tinte teatrali recitando anche parti degli interventi degli ospiti delle precedenti edizioni del Fashion for Planet Open Parliament. L’inaugurazione si è conclusa con l’intervento di Paolo Naldini, il quale ha dedicato un pensiero a CNMI, al GARN, a Guardini e Ciuffreda, a Favella e a tutti i relatori della giornata, fino all’Ufficio Moda di Cittadellarte: “Rivolgo un profondo ringraziamento a Olga Pirazzi, la regina della moda sostenibile di Cittadellarte, e alla sua assistente Rebecca Mazzu”. Nell’arco del pomeriggio l’installazione è rimasta accessibile. Il risultato? Circa 500 persone sono passate nella Sala Parlamentino per ascoltare la natura. La rinascita inizia così.


Tutte le foto – ove non diversamente indicato – sono di Valerie Khoury.
Crediti seconda foto di copertina: redazione Journal.