Come sorriderai?
Innanzitutto credo che, come molti, sorriderò più intensamente, traendo piacere da quella infinità di pratiche quotidiane che prima della pandemia consideravamo scontate.
La privazione solitamente sortisce questo effetto.
Poi, pur non aspettandomi nessun tangibile cambiamento immediato – soprattutto in una fase nella quale prevarrà l’urgenza di ripristinare gli assetti economici – sarò più ottimista e sorridente nei confronti del futuro.
Perché? Perché sono convinto che i più giovani, costretti loro malgrado a confrontarsi in un momento della loro crescita con un contesto nel quale il rapporto causa effetto, il peso del comportamento individuale nei confronti di una collettività, sono stati argomento quotidiano della vita di chiunque, saranno persone più attrezzate e più responsabili.
Gli adolescenti hanno vissuto il loro spiazzante scenario di guerra, pur senza subire gli aspetti traumatici e devastanti della guerra.
Sorriderò fiducioso convinto che un cambiamento, rispetto a quella sensazione di mondo incosciente sull’orlo del baratro, ci sarà.
Sarà un cambiamento gentile e a lungo rilascio, ma ci sarà.