Istituto Comprensivo di Darfo 2, quando per gli studenti la scuola ideale è nel segno del Terzo Paradiso
Alcuni alunni di terza media della scuola di Darfo Boario Terme - in provincia di Brescia - hanno preso parte a un'iniziativa proposta dall'Associazione Nazionale Costruttori Edili che prevedeva l'elaborazione di un ipotetico istituto formativo basato su requisiti di sostenibilità e architettura ambientale. Tre ragazze hanno partecipato al progetto ispirandosi nei contenuti al segno-simbolo di Michelangelo Pistoletto arrivando seconde alle selezioni regionali del concorso.

L’Istituto Comprensivo di Darfo 2, con due gruppi di studenti, si è aggiudicato – per la sezione della Regione Lombardia – il concorso Macro Scuola – La scuola che vorrei, rivolto ai giovani studenti e incentrato sui temi della sostenibilità e dell’architettura ambientale. In questo trionfo, c’è anche l’impronta del Terzo Paradiso, ma ci arriviamo dopo. I primi semi che hanno portato a diffondere il segno-simbolo di Michelangelo Pistoletto nella scuola di Darfo Boario Terme in provincia di Brescia sono stati innestati due anni fa, quando si è tenuta una serie di lezioni speciali dedicate al simbolo trinamico. Il 22 marzo 2018, infatti, si è svolto il corso in questione a cura di Paola Faroni e Fortunato D’Amico, che ha accompagnato, sotto la guida di Katia Greco e Francesco Saverio Teruzzi, le classi dell’allora seconda media alla realizzazione di un’installazione presso la sede centrale della scuola. Non solo: il 5 giugno 2019 lo stesso istituto ha proposto La marcia per la Terra, una camminata performativa tesa a innestare una sensibilizzazione sociale sui temi ambientali anche attraverso un’installazione del Terzo Paradiso.

Torniamo quindi ai giorni nostri: l’Ance – Assocazione Nazionale Costruttori Edili ha indetto il concorso accennato in precedenza, a cui hanno preso parte quattro classi terze coordinate dal docente di tecnologia Alessandro Stofler. In questa edizione di Macro Scuola – La scuola che verrei si è iscritto anche l’Istituto Comprensivo di Darfo 2: “Partecipare all’iniziativa – ha spiegato l’insegnante ai nostri microfoni – è stato un modo per far conoscere agli studenti alcuni aspetti tecnici come il disegno bi o tridimensionale, ma soprattutto il concetto di sostenibilità applicato all’architettura”. L’elaborazione ha quindi rispecchiato, per gli alunni partecipanti, la loro personale rappresentazione di scuola ideale; il bando, nello specifico, prevedeva la realizzazione di tre tavole, in formato A3, in cui doveva essere disegnata la planimetria dell’edificio con le peculiarità scelte. Per questo processo didattico il professore ha diviso i ragazzi in gruppi di lavoro formati da 2 o 3 alunni.

Tra i trenta progetti realizzati, Stofler ne ha scelti dieci, poi presentati un mese fa al concorso dell’Ance. In totale sono 15 le regioni che hanno partecipato e i progetti opzionati per ogni area accederanno alle fasi finali del concorso a Roma. La scorsa settimana è arrivato l’annuncio: due lavori della scuola si sono posizionati primo e secondo nella sezione lombarda di Macro Scuola – La scuola che verrei. La metaforica ‘medaglia d’argento’ (per un solo punto) è stata riconosciuta al progetto condotto da tre alunne che hanno improntato il loro lavoro sul Terzo Paradiso. Nella loro presentazione di scuola ideale le ragazze hanno anche pensato a un concept architettonico che prevede la realizzazione di giardino con un percorso dedicato ai 5 sensi. “Quando Saverio Teruzzi due anni fa ha fatto scoprire il simbolo trinamico agli studenti – ha aggiunto il docente – in loro si è aperto un mondo. Il segno-simbolo di Pistoletto ha favorito collegamenti interdisciplinari tra le materie e i ragazzi hanno colto l’importanza del Terzo Paradiso non appena ne hanno conosciuto i principi”.


Nelle immagini: Camilla Fontana, Laura Toma ed Erika Vela (classe 3E ICDarfo2).

Stofler, inoltre, ha spiegato come – a causa del lockdown – la parte finale del progetto sia stata portata avanti e ultimata da remoto grazie alla tecnologia, con la didattica a distanza. “I ragazzi – ha concluso l’insegnante – hanno dentro di loro una creatività e una fantasia nascosta che è impressionante: sta a noi adulti cercare di tirarla fuori, spronanrli e motivarli. Se un ragazzo di terza media viene stimolato può raggiungere risultati sorprendenti come successo nel caso di questi progetti”.